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Social Media Marketing Day Italia, ritorna l’evento per i professionisti dell’online

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Il 22 giugno si riaprono le porte dell’Auditorium del Sole24Ore, in via Monte Rosa a Milano, per il Social Media Marketing Day Italia 2016, l’evento social di riferimento per i professionisti del business e dell’online. “Essere Social e Online, è l’unica scelta per fare Business oggi” è il claim di questa edizione del Social Media Marketing Day Italia che è alla sua quarta edizione e riconfermerà anche quest’anno il tutto esaurito.

Sul palco dell’Auditorium del Social Media Marketing DayIT quest’anno ci saranno 16 speaker tra professionisti, esperti, top manager, case history che si avvicenderanno sul palco in aree di discussione con il pubblico da 30 minuti per uno degli eventi formativi più attesi dell’anno.

Ne parla a PugliaNext Andrea Albanese, docente (Master Poli.Design del Politecnico Milano, IlSole24Ore Business School e Centro Studi Giornalismo e Comunicazione) e organizzatore dell’evento, con NetComm – Il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, che promette “di qualità alta, decision maker e top manager” anche per questa edizione.

Social Media Marketing Day Italia Andrea Albanese

in foto Andrea Albanese al Social Media Marketing Day Italia

Social Media Marketing Day Italia 2016

Chi sono i 16 protagonisti di questa edizione?
«Settimana prossima si avrà l’elenco con i protagonisti, al momento posso comunicare che saranno presenti Roberto Liscia presidente di NetComm consorzio dell’Ecommerce in Italia, Renato Vichi capo media relation Italia di Unicredit, Sergio De Luca direttore comunicazione di Confcommercio, Federico Smanio direttore digital e relazioni con tifosi della Lega nazionale professionisti Serie B, Giulio Ravizza direttore marketing di Twitter Italia e poi altri professionisti che saranno confermati».

A chi è rivolta questa giornata di incontro e formazione?
«È dedicata a chi usa i social media in ambito B2B, per attività lavorativa, per i neofiti che lavorano nelle aziende o marketing manager per come utilizzare gli strumenti o per coloro che deve evolvere la propria professione o top manager, ma anche per un amministratore delegato per

comprendere come orientare gli investimenti e settare gli obiettivi

anche anche se non sarà lui in primis a utilizzare gli strumenti ma per capire come direzionare il focus dell’attività di social media e digital communication».
Essere online sui social è importante anche per PMI i social possono sostituire il sito web o restano sempre una priorità?
«I social potrebbero sostituire il sito per una PMI che potrebbe fare tutta l’attività sui social e creare ad esempio una landing page per far atterrare il traffico di clic che arriva dai social, ma il gigantesco sito web come lo si progettava 3 o 5  anni fa non avrebbe senso perché le persone preferiscono arrivare sulle pagine che rispondono alla verticalità dell’engagement che è stato fatto».

Web Reputation o Social Reputation?

Quanto è importante la web reputation? E come misurarla?
«È uno degli elementi che serve per vedere come si è percepiti sul web, si parla in realtà di identità digitale per ogni azienda, persona prodotto, servizio che ha una sua identità e questa può essere ben strutturata e rispondere alle esigenze della persona o azienda o modificata.

Le persone scelgono in base a quello che trovano sui social media e qui c’è la social media reputation oltre alla web reputation che è quella tipica di Google dove si fa ricerca più statica.

La social reputation (il cosiddetto passaparola, ndr) indica, ad esempio, che se una persona o un amico che va fare un viaggio dice sui suoi social che si è trovato bene oppure che l’ha comprato e io vedo questo e decido di acquistarlo o esplorare. È questo il processo che diventa la user experience e contribuisce alla costruzione della social reputation. Le persone cercano sempre più attraverso commenti e sempre meno su Google».

Leggi anche: Come costruire la tua Reputazione on line partendo dalle basi

Se i fan o follower sono la dimostrazione del prodotto o servizio offerto e quindi si trasformano in influencer inconsapevoli, cosa pensa di quelle fanpage che hanno centinaia di migliaia di seguaci e poche interazioni, cosa si sta sbagliando?

«Sicuramente siamo tutti influencer inconsapevoli, alcuni la fanno diventare una professione. Ci sono alcune pagine che hanno per la propria natura del prodotto o servizio dell’attività più coinvolgimento rispetto ad altre. Un esempio? Una pagina sul turismo è più affascinante di una pagina che parla di prodotti bancari e quindi questo impatta molto sul fatto che ci sia più engagement,

dipende dai temi come vengono trattati, se si fa storytelling, se si racconta il brand, se si chiedono le opinioni dei clienti, dei fornitori dei partner e si chiacchiera con la propria utenza le pagine sono più vive.

Se invece ci si limita solo a vendere e proporre prodotti solo per la vendita ci sarà una partecipazione minore».

Quest’anno PugliaNext è media partner del Social Media Marketing Day 2016.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.