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Sei disposto a lavorare da casa? Il lavoro da remoto ci piace davvero?

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Il lavoro sta cambiando e sempre più persone sono disposte –o si augurano- di lavorare da casa. Il concetto di lavoro da ufficio, così come siamo abituati a concepirlo in un luogo fisso, sta cambiando e al suo posto troveremo sempre più lavoratori dislocati e impegnati anche in momenti diversi dagli orari da ufficio.

D’altronde è una delle conseguenze dell’industria 4.0 che sta coinvolgendo sempre più l’idea di lavorare da remoto. Non solo freelance, già abituati a gestire le proprie ore di lavoro da casa o in giro, ma anche i lavori più tradizionali subiranno una maggiore flessibilità.

Sei disposto a lavorare da casa? Il lavoro da remoto ci piace davvero?

 

È innegabile che il lavoro svolto tra le mura domestiche possa attenuare lo stress, dedicare maggior tempo alla famiglia e a un’organizzazione del tempo differente.

E ce ne vuole ancora affinché il passaggio definitivo al lavoro connesso con dispositivi avvenga per tutti, ma davvero piacerebbe a tutti lavorare da casa?

Un sondaggio mostra come il 39% degli italiani alla domanda “Se il tuo datore di lavoro te lo proponesse, saresti disposto a lavorare da casa?” abbia risposto che il suo attuale lavoro non avrebbe le condizioni per un lavoro da casa. Evidente che il passaggio totale a lavorare online è ancora lontano per molti settori.

Il 29% lavorerebbe da casa ma mantenendo lo stesso reddito, preoccupato che il lavoro svolto da casa venga percepito come accessorio e non di fondamentale importanza come quello svolto in ufficio.

 

Mentre più ottimista è il 12% che sarebbe disposto anche –seppure non sia necessario- a una riduzione del reddito. Quasi in ex aequo con un 11% che tradizionalista preferisce il classico luogo di lavoro (fonte: Statista).

 

Già Facebook con Workplace ha creato un ambiente digitale per connettere il team di lavoro con progetti, notizie e aggiornamenti, per rafforzare il gruppo di lavoro e renderlo più operativo anche se operasse da luoghi differenti.

 

Lavorare da casa rende più felici e più operativi quindi? Ma ne siamo così sicuri? Una delle conseguenze negative del lavoro da casa sarebbe la contnua reperibilità h24 che avremmo con i clienti, partner, colleghi e datori di lavoro.

È anche vero che riusciremmo a gestire meglio la mole di lavoro, ma se qualcuno non fosse capace di gestire il lavoro fuori dalle quattro mura?


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Lavorare da casa può farci vivere in solitudine la gestione del lavoro, siamo in grado di prenderla con lo spirito giusto? O abbiamo bisogno di interagire con le persone?

Sappiamo organizzare bene il nostro tempo?

Ci sentiamo davvero motivati allo smart working?

Abbiamo un posto tranquillo dove poter lavorare, lontani dagli schiamazzi dei vicini?

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