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Proteggere la proprietà intellettuale dalla contraffazione: registrare il marchio

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Proteggere la proprietà intellettuale di un brevetto, marchio o segreto aziendale è uno dei crucci di tutte le aziende. Il tessuto produttivo italiano è costellato da piccole e medie imprese che sono il motore dell’economia italiana. Quando parliamo di prodotti e servizi dobbiamo pensare che questi sono frutto di idee di piccoli imprenditori.

Un anno fa circa usciva sull’Huffington Post una diatriba legale tra il brand fiorentino di scarpe Aquazzurra disegnato da Edgardo Ososrio e la collezione di Ivanka Trump che avrebbe “imitato” la calzatura italiana da cui però pare -secondo le accuse rigettate dagli avvocati americani- mancherebbe il segno distintivo che tutela proprietà intellettuale.

 

Proteggere la proprietà intellettuale dalla contraffazione

L’uso di un marchio garantisce una protezione del prodotto evitando che altre aziende lo utilizzino per i loro prodotti, ma non è del tutto garantita se questo non è registrato presso una Camera di Commercio.

 

Il marchio non è il solo che può esser oggetto di tutela della proprietà intellettuale. Come sappiamo il marchio non è solo il segno distintivo di un’impresa, ma può diventare anche un fondo si garanzia finanziari per accedere a mutui.

È una risorsa di sfruttamento commerciale, usata non solo per il merchandising, packaging, ma si trasforma all’occasione da elemento che contrassegna un brand a elemento di valorizzazione che può monetizzare.

 

I diritti di proprietà intellettuale (DPI) servono a garantire la proprietà giuridica di un’idea imprenditoriale che può realizzarsi in un marchio, in un disegno industriale, know-how aziendali coperti da segreto, processi di realizzazione che garantiscono un valore per l’azienda stessa.


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La contraffazione è una delle conseguenze negative che sono in agguato e arrecano danni alle imprese e alla società. L’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti chiarisce come la contraffazione, ovvero la riproduzione non autorizzata di una proprietà industriale non solo danneggia le imprese, ma crea criminalità e la disoccupazione.

 

Registrare un marchio in Italia, in UE e all’estero

  • La registrazione di un marchio in Italia (primo deposito) costa all’incirca 101 euro comprensivo di una classe merceologica e 34 euro per ogni classe aggiunta.
  • La registrazione di un marchio in UE è per chi opera anche in più di un Paese dell’Unione Europa può avere una tutela anche nei 28 stati membri con una sola richiesta all’UIPO, Ufficio dell’Unione Europea della Proprietà Intellettuale. La domanda online per un marchio costa 850 euro.
  • La registrazione di un marchio internazionale si trovano sul sito WIPO, World Intellectual Property Organization.

 

Per chi vuole avviare una nuova impresa sarebbe utile dare un’occhiata alle banche dati dei marchi e brevetti e altri titoli di proprietà industriale. Anche la registrazione di un dominio per un sito web rientra nella paternità di un’opera intellettuale.

L’estensione dopo il punto ne stabilisce la provenienza geografica o la natura commerciale (ad esempio .it, .com) il nome di dominio spesso è oggetto di contenzioso per quelle che in gergo si chimano domain grabbing o cyber squatting ed equivalgono all’appropriazione anzitempo di un dominio di primo livello appartenente a un marchio a fini di lucro e la registrazione di termini per essere poi rivenduti a prezzi piuttosto elevati.

In Italia non vige, come in America, una tutela in questo senso che si rifà, invece, alla giurisprudenza relativa al nome e all’uso pregiudizievole di un altro soggetto stabilendo il diritto di chi ha registrato il marchio ad ottenere il dominio relativo a marchio registrato e si invia una comunicazione di notifica di opposizione al Nic che deve essere a conoscenza della controversia.

Per contenziosi internazionali per quanto riguarda i domini, si può far riferimento all’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers).

In alcuni casi può valere il diritto al dominio anche chi non ha registrato il marchio ma riesce a dimostrare di avere la ‘notorietà’ del marchio e quindi potersi aggiudicare anche il dominio associato.

Giornalista e docente di visual e content marketing per le imprese e nei corsi professionali. Si occupa di comunicazione web, graphic design e copywriting.