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Guerrilla Marketing, funziona davvero?

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Avete mai assistito a un’azione di guerrilla marketing? Vi sarà capitato di vedere delle particolari installazioni pubblicitarie in città, tali da attirare la vostra attenzione e rimanerne colpiti così tanto da immortalarle con uno smartphone o commentarle con amici. Se avete visto automobili spuntare da palazzi o avete trovato dei gadget sul parabrezza, allora avete capito assistito alla guerrilla marketing.

Guerrilla Marketing, funziona davvero?

Il termine guerrilla fa riferimento a un piano d’attacco della comunicazione pubblicitaria rendendola appariscente, strampalata che sortisca un cosiddetto “effetto sorpresa” così come farebbe un guerrigliero in un’imboscata. L’effetto che vuole sortire la guerrilla marketing è scatenare appunto lo stupore e stimolare il passaparola tra la gente e i media. Insomma il famoso “purché se ne parli” per stimolare la brand awarness, ovvero la notorietà della marca.

La caratteristica principale della guerrilla marketing è che con un budget basso si possono realizzare gadet, oggetti  che sfruttano la creatività e l’ilarità o la riflessione nelle persone proprio perché sono installate nelle strade a maggior traffico pedonale.

Non tutti i prodotti o servizi possono subire l’effetto guerrilla, e sebbene sia un tentativo della comunicazione del brand a basso costo, sono realizzati anche da aziende che spenderebbero cifre vertiginose per la pubblicità.

Guerrilla advertising, alcuni esempi

L’anima della guerrilla marketing, così come teorizzata da colui che ne parlò per primo, Jay Levinson (Guerrilla Marketing, 1984) è creare un’emozione nelle persone ricordando un evento, provocare ilarità o sensibilizzare l’opinione pubblica, ma di sicuro la parola d’ordine è: attirare l’attenzione.

L’effetto della guerrilla marketing è attirare l’attenzione del consumatore in primis, ma anche delle persone se pensiamo a campagne sociali creando un effetto virale soprattutto grazie al web. E così come nascono i meme sui social che sono condivisi e diffusi attirando l’attenzione del grande pubblico.

Ma quanto funziona la guerrilla marketing? Sicuramente avrà sortito effetti positivi nei lanci di prodotti, ma scomparso l’interesse iniziale per uno slogan provocatorio o un’immagine scenica o persone mobilitate in una sorta di ‘flashmob’ in siparietti inconsueti, qualcuno se ne ricorderà ancora? In fondo, purché se ne parli.

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