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Facebook: perché le aziende spesso sbagliano approccio spendendo male

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Facebook rappresenta ad oggi l’azienda con la maggiore presenza online per utenti attivi mensili all’interno dei social network e servizi di messaggistica istantanea. In Italia ci sono 26 milioni di utenti di “audience” al mese, 23 milioni sono quelli che ogni giorno accedono al proprio account ed ogni utente passa in media 12 ore e mezzo al mese su Facebook.

Facebook: perché le aziende spesso sbagliano approccio spendendo male

Con questi numeri la tentazione per qualsiasi azienda, attività o negozio lanciarsi su Facebook è molto forte, normalmente aprendo una Pagina e iniziando a chiedere ad amici e conoscenti il famoso “Like” sulle pagine e iniziando a postare annunci di prodotti nella speranza di vendere di più. Salvo poi vedere spesso poche interazioni e scarso ritorno in vendite. Per tre motivi:

 

  • Le persone stanno su Facebook, perché è uno dei modi migliori per rimanere in contatto con amici e parenti, perché è diventato un diario della nostra vita e un album di fotografie, per essere informati su eventi e occasioni mondane, per far vedere agli altri cosa facciamo, perché ci sono tutti, per curiosare in quello che fanno gli altri, ed infine per ritrovare vecchi amici, fidanzati e fidanzate, ma – ed è qui il punto chiave – non per ricevere offerte commerciali da aziende.
  • Perché ormai la visibilità con contenuti gratuiti (post sui prodotti, ad esempio vestiti o scarpe, o su sconti) è molto bassa e se va bene ti vedono i tuoi amici/fan. Senza investimenti –leggasi pubblicità – è molto difficile uscire dalla cerchia ristretta dei fan, di quelli che conoscono già il brand. Questo per una ragione evidente di guadagno, ma anche per obbligare gli utenti ad una maggiore qualità di contenuti rispetto a quelli più semplici (post, condivisioni, link) ed a “basso valore aggiunto”.
  • Perché mentre Google è uno strumento a domanda diretta, Facebook è uno strumento a domanda latente. In pratica le aziende e attività che volessero farsi conoscere dovrebbero fare un lavoro molto più complesso mirando ad intercettare il potenziale pubblico in base ad interessi affini. In questo modo la pubblicità sarà molto ma molto mirata.

In sintesi senza un lavoro di “accerchiamento” del cliente, facendo leva sugli interessi espliciti o latenti che poi portano al tuo business e spendendo in pubblicità (i post “sponsorizzati” che ci appaiono a tutti nella sezione notizie) è molto difficile per azienda, attività o negozio essere visibili.  Pertanto, va bene creare la Pagina Facebook, ma sapendo però che la visibilità senza pubblicità sarà concentrata solamente sui tuoi fans. Il segreto è lavorare sui gruppi target e personas e fare pubblicità molto mirata.

E tutto ciò è un lavoro, non difficile, ma complesso, che per farlo bene è necessario studiare tanto (lo dico ai miei colleghi direttori marketing) o farsi affiancare da persone competenti. In questo campo affidarsi a improvvisati, “amici che ne sanno di informatica” o anche grandi guru della strategia significa gettare i soldi.

Per chiudere, ed al grido di “la conversione ha un costo”, rimando per approfondimenti sul tema ad Enrico Marchetto socio fondatore di Noiza.com e per me uno dei maggiori esperti di advertising su Facebook in Italia.

Buone conversioni.

 

Direttore marketing Internazionale, ha lavorato in multinazionali del settore editoriale in Italia (Mondadori, Rizzoli) e Spagna (Mc Graw Hill, Santillana), ricoprendo varie funzioni manageriali in ambito marketing, commerciale ed editoriale. Ha un PhD in Storia contemporanea ed un Master in marketing digitale. È autore di “Marketing facile per il tuo negozio” (Armando Editore) e di un romanzo giallo "In prima fila non sempre si vede bene" (La Caravella). Per contatti: giacomopierini