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Corporate Storytelling, Cosa è, a cosa serve e perché ci emoziona

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Sentiamo spesso parlare di corporate storytelling, ma cosa è? E sopratutto a cosa serve? Il termine ‘corporate’ fa già riferimento alle aziende e alla loro organizzazione. Potremmo definire il corporate storytelling come storytelling aziendale.

 

Cosa è lo storytelling?

Storytelling non vuol dire, come potremmo tradurre letteralmente, ‘raccontare storie”.
Fare storytelling significa comunicare attraverso le storie ma più in maniera specifica attraverso i racconti.

La “storia” fa riferimento a una sequenzialità di eventi determinati da un ordine cronologico e avvenuti in un luogo esistente. Il “racconto”, invece, è libero dagli schemi temporali e può comunicare anche eventi interiori che possono seguire la logica della storia ma dando più importanza agli aspetti emotivi dell'”io narrante”.

Per comprendere meglio il significato di storytelling, faremo riferimento alla poetica di Aristotele e ai concetti di “metafora”, “mimesi” e “catarsi”. La metafora permette di legare elementi differenti che difficilmente si potrebbero legare, trasferisce il significato da un elemento all’altro per comprendere meglio qualcosa. La mimesi, invece, è l’immedesimazione che lo spettatore attua inconsapevolmente di fronte a un atto scenico. Il teatro, come il cinema adesso, aveva la funzione di emozionare e coinvolgere il pubblico e di farlo immedesimare nei personaggi. Così lo spettacolo permetteva, usando il termine aristotelico, la catarsi ovvero la purificazione dagli eventi tragici trovando giustificazione e rivalsa nelle azioni quotidiane.

Sono trascorsi millenni ma la storia si ripete. Anche oggi guardiamo un film, andiamo a teatro, siamo connessi sui social tutto il giorno e cosa facciamo? Leggiamo, guardiamo dei video, immagini che provocano in noi rabbia, gioia, sgomento. Ci commuovono, ci fanno innamorare, esultare o davvero arrabbiare.

E ci immedesimiamo, riviviamo i nostri sogni, le nostre paure, i nostri desideri, le nostre ansie. Da dove provengono questi sentimenti? Siamo noi, siamo umani ed è imprescindibile per noi rivivere la nostra realtà, il nostro quotidiano attraverso una scena, una foto, un filmato.

Abbiamo bisogno di emozionarci, di sentirci parte di qualcosa.

Si, ti starai chiedendo: cosa c’entra adesso questo con le aziende?

C’entra, c’entra, adesso arriviamo al punto decisivo e cercheremo di capire cosa è lo storytelling e come può ritornare utile anche per la tua impresa e per l’engagement con i clienti.

 

Corporate Storytelling: A cosa serve?

Lo storytelling, comunicazione attraverso i racconti, attinge alle tecniche narrative tipiche dei romanzi, dei racconti. Possono avere un’attinenza con la temporalità storica se si inserisce un racconto in un luogo e tempo preciso, ma ne emergerà sempre il “tempo interiore” di chi racconta.

Molte aziende usano le tecniche di storytelling per raccontarsi nella loro organizzazione, per raccontare i loro prodotti, i cambiamenti, e lo fanno attraverso il racconto. Sono spesso utilizzate tecniche di scrittura creativa, strumenti multimediali, testimonial e altri elementi che “aiutano a far vivere il racconto”, ma questi sono solo il medium, il mezzo attraverso cui attuare il racconto.

Quello che conta è: che storia vuoi raccontare? A chi vuoi raccontare la tua storia?

Raccontare storie, o meglio “comunicare con un racconto” non vuol dire “raccontare bugie” o “storielle”! Narrare un racconto vuol dire individuare il vissuto, il momento storico, geografico, il life journey del tuo target, del tuo pubblico.

Storytelling: Perché ci fa emozionare?

Fare storytelling non serve a vendere, serve a creare sintonia, emotività, in un parola: creare relazioni. Essere presenti nella vita del tuo pubblico, dei tuoi “spettatori” e dire: “io ci sono, ti sono vicino”.

Cosa si racconta quando si fa storytelling?

Abbiamo fatto l’esempio del teatro e della immedesimazione con la vita. Cerca di “leggere” il tuo pubblico, che momento sta vivendo e quali emozioni vuoi raccontare con il tuo racconto? Vuoi raccontare la storia della tua impresa? O i tuoi successi? Naturalmente per questo lavoro serve uno storyteller professionista, uno che sa raccontare e conosce già dove ti porterà il tuo racconto, il rischio potrebbe essere quello di essere “risucchiato” da una comunicazione improvvisata e ottenere l’effetto contrario.

Fare storytelling: l’esempio di Chanel e della Nike (video)

Tutti conoscono la storia di Chanel e fa emozionare perché è stata la prima donna a creare quello che definiremmo il “fashion” e a rivoluzionare la moda femminile. Ma Mademoiselle Coco è anche la metafora della rivalsa sociale. Una giovane orfana che vive in un’abbazia impara a cucire, è sola al mondo finché non incontra un grande amore e la sua vita si rivoluziona. Questo è un esempio di storytelling dove la storia (realmente accaduta) si tinge di emotività tipica del racconto. E l’enfasi aumenta grazie alle illustrazioni che seguono in un ritmo tutta la narrazione.

Ci son tutti gli elementi di un romanzo: amore, sogni, passioni, lutto, solitudine, caparbietà.

Un altro esempio di corporate storytelling che potremmo fare è l’uso sapiente che fa la Nike per emozionare, coinvolgere e “accompagnare sin dalla tenera età” i futuri campioni di domani. Anche chi non fa sport si sentirà coinvolto emotivamente. Il brand vuole ricordarti che puoi, con sacrificio e credendoci, realizzare tutto quello che vuoi nella tua vita.

Il corporate storytelling serve per creare emozioni, ricordare alla gente che ci sei, cosa fai, che non sei sul cucuzzolo della montagna ma sei presente nella vita di tutti i giorni, che conosci i loro desideri e crei un legame con il tuo pubblico che solo dopo aver acquisito fiducia in te inizierà a legarsi e a riconoscerti, sempre e ovunque.
Ma attenzione a non tradire la sua fiducia.
Adesso che racconto vorresti far vivere ai tuoi clienti?

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.