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Co-branding come strategia, Quali sono i rischi e i vantaggi

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Il co-branding è una strategia di marketing per aumentare le quote di mercato di alcune marche con un aumento di consumatori.

Co-branding, rischi e vantaggi ed esempi di strategia

La filosofia del cooperative branding nasce proprio dalla volontà di aumentare l’autostima, la spinta verso la percezione del successo. Un crogiuolo di sentimenti positivizzanti che galvanizzano il consumatore. Ma non solo, il co-branding sul lato operativo vuole offrire un prodotto nuovo che usufruisca dei vantaggi delle parti dell’alleanza. Una partnership che va a colmare i punti deboli dell’altra dietro, naturalmente, benefici economici.

Alcuni esempi famosi di co-branding si sono creati tra McDonald’s e Disney, GoPro e RedBull, Starbucks e United Airlines. Dove finisce il campo d’azione di un brand subentra quello dell’altro in un sodalizio che va a fortificare i marchi.

Il cobranding può essere di tipo merchandising, ovvero una licenza d’uso del marchio per altri prodotti di altre aziende.

Può riguardare la comunicazione di un’iniziativa in unione.

Il cobranding può racchiudere in sé i valori emotivi e culturali, psicologici delle marche in alleanza con accezioni positive e che contribuiscano alla crescita della brand identity, sempre che siano affini tra loro i valori.

Questo concetto può diventare meramente più pratico se i valori esposti nell’accezione psicologica ed emotiva vengono invece trasferite nelle caratteristiche e nell’uso pratico del prodotto.

Questa scelta di co-branding può avvenire anche tra mini imprese locali che intendano fortificare la propria presenza utilizzando una partnership con altre piccole imprese del posto. Questo, per chiarire che non è un’esclusiva dei grandi marchi.

Vantaggi del co-branding

Estensione del campo d’azione, un aumento delle relazioni con il cliente, aumento della spesa, sono alcuni dei vantaggi che potrebbero sorgere dal legame tra i brand.

Svantaggi del co-branding

Una partnership può diventare, nel tempo, complicata e difficile da gestire. Ecco perché il co-branding ha i suoi rischi di fallimento se comporta strategie a lungo termine.

Se, ad esempio, uno dei partner dovesse subire un qualsiasi danno d’immagine durante il periodo della partnership, inevitabilmente sarebbero coinvolti anche gli altri.
Ci sarebbero feedback negativi che colpirebbero per riflesso anche gli altri brand e il valore reciproco delle marche.

Una buona regola potrebbe essere quella di stringere le alleanze con i partner giusti previa verifica della situazione attuale che sta vivendo la marca evitando coinvolgimenti non desiderati in altre questioni.

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