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Blogger e giornalista, Sai come aprire un blog?

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Blogger e giornalista, qual è la differenza? Il blogger può essere un giornalista, un giornalista può essere anche un blogger: c’è una contraddizione a questo? Assolutamente no.

Entrambi utilizzano la scrittura online attraverso un blog proprietario per informare, esprimere il proprio parere e moderare quello che dice la community che li segue, monitorando commenti e contributi.

Blogger e giornalista: Qual è la differenza?

Le differenze tra il blogger e il giornalista comunque ci sono e rientrano nella deontologia della professione giornalistica che ricade sugli iscritti all’ordine dei giornalisti. Ma dall’anno scorso anche i blogger devono tener conto del codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali e della Carta di Treviso (informazione relativa ai minori), secondo la riforma del Testo Unico dei doveri del giornalista.

Chiaramente, i giornalisti in caso di illeciti risponderanno direttamente al Consiglio di disciplina che tutela la professione, mentre per i blogger ci saranno altre sedi giudiziarie che si occuperanno del caso.

Ma a parte le “regolamentazioni” delle professioni, sì perché anche il blogger è un lavoro a tutti gli effetti, qual è il motivo per cui si aprono i blog? Come si apre un blog? È davvero così alla portata di tutti?

Partiamo con l’idea che sempre più aziende decidono di aprire un blog per fornire informazioni agli avventori del sito, e se fino a qualche anno fa il blog era visto come un modo per rivelare “i segreti del mestiere”, oggi non aprirlo potrebbe solo arrecare un danno o nel migliore dei casi non fornire nessun tipo di valore aggiunto a chi cerca informazioni.

Blogger e giornalista, Sai come aprire un blog?

Sono sempre di più anche i giornalisti che decidono di aprire un blog al di fuori del lavoro e del legame che hanno con le redazioni, proprio perché il blog è uno spazio libero di dialogo e confronto con chi decide di intervenire. Ci sono anche casi in cui il blogging è diventato una vera e propria fonte di informazione. Anche i cittadini che per professione fanno altro, vogliono contribuire o si trovano nella condizione di fornire in tempo reale delle informazioni che possono essere di interesse collettivo. Di qui al giornalismo partecipativo il passo è breve. Qualcuno usa il termine di citizen journalism, ma il concetto è uguale, un giornalismo e un’informazione che gode dei contributi della rete e in tempo reale. Agoravox un esempio di giornalismo partecipativo o citizen journalism ben riuscito.

È uno dei miracoli del giornalismo ai tempi di internet.


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Internet ha mostrato il lato democratico, il luogo in cui puoi creare uno spazio online e fare informazione anche con un blog personale. Chiunque può aprire un blog, come fanno molti giornalisti o molti blogger. Per aprire un blog serve un po’ di talento, capacità di analisi e soprattutto verifica delle fonti. Ma serve anche tanta pazienza per trasformare lo spazio del blog in un espediente utile anche per farsi conoscere per le proprie capacità, per farsi notare ed essere contattato da altri giornali, aziende, o altri blogger.

Così la blogosfera e la mediasfera si possono anche incontrare e decidere di integrarsi in progetti lungimiranti. Perché i blogger e i giornalisti si possono fondere proprio per le competenze specifiche che i blogger potrebbero avere ed essere utili ai media tradizionali che hanno il senso della notizia. E viceversa.

Ciò che contraddistingue un buon blog, ben realizzato sono le stesse caratteristiche che contraddistinguono i giornali, ovvero: la credibilità della notizia, la verifica delle fonti (fact checking), la capacità di approfondimento attraverso link e la semplicità con cui sono esposti gli argomenti che al momento è tipica del blog e da cui il giornalismo ha davvero da imparare. Ma in questo si parla della struttura.

Il blog concentra nel suo “pezzo” tutti gli strumenti utili per il lettore per approfondire. E se approfondire vuol dire uscire dalla pagina con link esterni (piuttosto che reindirizzamenti su url proprietari) lo fa senza preoccuparsi di “perdere” il lettore che approderà a un’altra pagina web.

In questo i blog hanno spianato una strada non sempre compresa dai giornalisti, per immediatezza della notizia, leggerezza nella forma nella redazione dei testi (meno austera) e relazioni con gli utenti. Dalla verticalità dell’informazione si è passati a un’informazione orizzontale: un “a tu per tu” con i lettori.

Ma non è un progetto facile creare un blog. Molti blogger iniziano i loro progetti online e li abbandonano senza portarli avanti per troppo tempo

“132mila blog sono stati abbandonati dopo essere stato mantenuto un anno o più”,

perché scrivere è un lavoro difficile, richiede costanza, tempo, soldi, investire in risorse e idee che potrebbero portare i loro frutti nel tempo (e non è detto nemmeno che lo facciano) e altre volte i blogger diventano famosi, più dei giornali.

Ci sono diversi casi indiscussi di blogger che non sono giornalisti ma hanno saputo fornire informazioni tali da crearsi dei seguaci sui social e diventare dei veri e propri influencer.

È in quei casi accade che un blog può avere più credibilità di un giornale o rivista di medie o piccole dimensioni.

 


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Il blog è un utile strumento per pubblicare online, ma occorre prestare attenzione alle notizie fornite, verificarle per evitare di passare per dei pressapochisti, fornire un’osservazione differente e richiamare l’attenzione su approfondimenti. Ma soprattutto: occorre saper intercettare il target della audience. Ci sono davvero tanti blog in giro, e se si vuole avere successo nell’era dell’informazione ai tempi di internet e dei social network, occorre fare un piano editoriale e scegliere degli argomenti che si è sicuri di poter padroneggiare in larga parte (o quasi) e soprattutto fornire la differenza nella concorrenza dell’informazione. È un po’ come il marketing, vero? Ma l’informazione è anche marketing.

Sembra un’affermazione provocatoria. L’informazione è informazione. Ma la modalità con cui si “lancia” il progetto editoriale segue per forza di cose le regole del marketing. Occorre un piano strategico di contenuti, non ci si può alzare un giorno e dire” Ok mi apro un blog” se non si sa di cosa parlare e come farlo.

Come si apre un blog?

Ci sono diverse piattaforme online gratuite che permettono di aprire un blog utilizzano il terzo dominio (Es.: nometuosito.nomespaziowebgratuito.it) come WordPress, Blogger, Tumblr e molti altri (basta cercare su un motore di ricerca). E ci sono molte possibilità di usare i CMS open source (Content Management System, come Worpress o Joomla, Drupal per fare un esempio) con hosting gratuiti (sempre con il terzo dominio). Ma per iniziare a familiarizzare vanno bene per chi vuole addentrarsi nel mondo dell’informazione autonoma, ma se si vuole fare sul serio col tempo occorrerà acquistare uno spazio web dedicato per il proprio blog proprietario con infinite possibilità di personalizzazione (di codice e plugin aggiuntivi) nonché di monetizzazzione.

Le piattaforme per monetizzare con un blog

Sì perché il blog permette di monetizzare con degli spazi pubblicitari o di inserire spazi banner di inserzionisti se i “numeri” ovvero le visite prendono quota. Sulla questione giornalismo e pubblicità ci sono delle cose da sapere per i giornalisti professionisti e pubblicisti che però non vincolano i blogger. La più conosciuta è Google Adsense, ma attualmente ci sono diverse piattaforme di advertising online come Outbrain, Taboola e altri che si possono cercare online in base alle esigenze del blog.

Ma come monetizzare è solo l’ultima fase. Ciò che fa la differenza è sempre la sostanza: il contenuto utile che si decide di fornire ai lettori. Prima di iniziare dovremmo chiederci: cosa cercano i lettori? Come posso aiutarli a trovare le informazioni che cercano e fornire una visione ampia delle cose? Come già detto richiede tempo e costanza, ma che tu sia un blogger o giornalista sai bene quanto sia importante differenziarsi e fornire contenuti di qualità. Scrivere è un mestiere difficile, e chi lo fa ne sa qualcosa.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.