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Fanno successo in India e tornano in Italia, il primo reshoring di una startup digital: “Qui troviamo i migliori creativi”

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È il primo reshoring di una startup digital che sposta le attività produttive, precedentemente delocalizzate all’estero per rientrare in Italia. È la storia di Nunzio Martinello, Nicola Possagnolo e Sebastiano Favaro, founder di Noonic, startup e tech company italiana che punta sulla Digital Transformation. La tech company fa parte della Tribù di Nuvolab, l’incubatore fondato da Francesco Inguscio.

Fanno successo in India e tornano in Italia, il primo reshoring di una startup digital: “Qui troviamo i migliori creativi”

Hanno tutti 27 anni e si occupano di servizi digitali: sono specializzati in automation per il marketing e l’e-commerce, al servizio delle aziende italiane ed europee che vogliono scoprire tutti i vantaggi della nuova era del Digital. La loro avventura inizia quando Nunzio, Nicola e Sebastiano hanno appena 22 anni, e lanciando la loro startup in India, arrivando a Bangalore. Adesso hanno deciso di tornare ad investire in Italia, portando il centro delle attività di design e sviluppo nella nuova sede di Padova.

Quali sono i motivi che portano i giovani imprenditori a tornare in Italia?

«Tanti. L’Asia per noi resta un asset strategico, ma la qualità dei programmatori in Italia è in forte crescita, così abbiamo deciso di investire nel nostro Paese, per rispondere alle richieste delle migliori Pmi del Made in Italy. Qui troviamo anche i migliori creativi e la qualità della vita che consente loro di rendere al massimo».

2011: Inizia l’avventura in India

Nunzio, Nicola e Sebastiano sono già amici dal tempo dal liceo e già giovanissimi produttori di siti web. L’avventura imprenditoriale inizia nel settembre 2011 quando alla fine degli studi universitari e, parallelamente alle prime esperienze lavorative, decidono di aprire una web agency in India. Sono giovanissimi ma già alle prime esperienze lavorative importanti: Nunzio Martinello aveva affrontato l’avventura di I’m Watch; Nicola Possagnolo lavorava come assistente progetti in Fabrica; Sebastiano Favaro era un giovanissimo ma affermato sviluppatore.

«L’India è un Paese dal grande futuro, con un mercato immenso» spiegano nel nuovo headquarter di Padova. Grazie ai primi lavori riescono a sostenere l’apertura degli uffici a Trivandrum e a crescere.

A febbraio 2013 lo sbarco a Bangalore, la ‘Silicon Valley’ indiana, arrivando a gestire un team di 25 persone. Poi, in seguito alla crescita del business in Europa e alla necessità di sviluppare nuovi prodotti, molto più complessi sotto il punto di vista del design, arriva la decisione di tornare ad investire in Italia. Una scelta dettata da orgoglio ma anche da una buona dose di praticità. «Produrre in Italia ci consente una qualità maggiore sul controllo. Ma l’India resta determinante per molti processi di sviluppo di respiro internazionale. È stata una palestra preziosa: ora siamo in grado di espanderci anche in altri mercati. Siamo sicuri che questo ponte tra Italia e India, che abbiamo gettato e stiamo continuando a costruire, porterà grandi frutti».

 

2014: Tornano in Italia come startup innovativa

Il ritorno in Italia con 16 assunzioni a tempo indeterminato:

prima solo con un dipartimento grafico e alcuni programmatori, pur mantenendo inizialmente la maggior parte della produzione in India e aprendo anche una sede nel Regno Unito. L’11 novembre Noonic ha inaugurato un nuovo Head Quarter in pieno centro a Padova:

«Vogliamo puntare sulla qualità della vita dei nostri dipendenti – spiega Nicola –. Per riuscire a strappare alle grandi aziende personale altamente qualificato devi poter offrire qualcosa in più: una città vivibile, ambienti giovani, un ritmo di lavoro creativo e rilassato. Per questo facciamo attenzione all’aspetto umano. Per esempio, ogni venerdì organizziamo un beer Friday: il team si costruisce anche così».

Automation al servizio di Brand globali

La disruptive innovation ha introdotto il concetto di automazione anche in tutti i settori del marketing a supporto delle aziende che vogliono immergersi nel futuro ed essere competitive ma anche di interesse per i millennials, in grado di dettare mode e perché no, anticipare i tempi.

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