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Innovazione Agroalimentare, La tecnologia per tracciare gli alimenti

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L’Innovazione e la Ricerca nel settore agroalimentare svolgono un ruolo fondamentale nel tutelare la produzione del Made in Italy e nel rendere più efficienti le colture, con un occhio di riguardo alla crescente domanda di prodotti Bio.

Si rafforza la vendita dei prodotti biologici nella Gdo (+20,6% rispetto al primo semestre del 2015, dati Ismea-Nielsen) e anche degli ultimi 5 anni (+11%).

A confermarlo è l’interesse dei consumatori che sono sempre più attenti a ciò che portano a tavola e interessati a sapere da dove viene il cibo e come è stato prodotto.

Innovazione nell’Agroalimentare, La tecnologia per tracciare gli alimenti

Per soddisfare questi quesiti intervengono le soluzioni innovative che permettono di realizzare un vero e proprio “passaporto digitale” dei prodotti agroalimentari, con cui tracciare il percorso che fanno i cibi dal campo al piatto.

Cisco ha raccontato, nell’ambito del programma degli Smau Live Show dedicati al settore Agrifood, la sua collaborazione con Penelope SpA, una startup di Napoli che ha creato “Value Go”, un sistema per tracciare tutti i passaggi compiuti da un prodotto lungo la sua filiera di produzione, fino alla distribuzione e alla vendita, usando un’etichetta intelligente che identifica con sicurezza ogni prodotto. Unendo “Value Go” alle tecnologie Cisco è stato creato Safety for Food: una piattaforma completa che offre tracciabilità e trasparenza nei confronti del consumatore.

Infatti, per conoscere la filiera del cibo che stiamo per acquistare basta servirsi di uno smartphone, inquadrare il codice QR sulla confezione per ottenere tutte le informazioni.

 

Usare la tecnologia per dare un passaporto ai cibi è una grande occasione per il nostro Paese, che può difendere in questo modo la sua eccellenza e la sua originalità. Così, infatti, si può combattere il fenomeno dell’“italian sounding”, ovvero la vendita nel mondo intero di prodotti che sono italiani soltanto nel nome: un problema che ci costa, secondo Confagricoltura, ben 60 miliardi di euro l’anno” – dichiara Michele Festuccia, responsabile dei progetti rivolti al settore agroalimentare di Cisco Italia.

 

 

Un “passaporto elettronico” basato sulla tecnologia blockchain (di AgriOpenData per tenere la tracciabilità dalla produzione alla trasformazione dei prodotti agricoli) per certificare i prodotti biologici e distinguere così il “vero bio” dai tanti “falsi bio” è stato presentato in anteprima e lanciato sul mercato in occasione di Smau di Milano da Ez Lab, startup padovana finanziata dal Programma “Smart&Start” di Invitalia, attraverso il quale ha potuto partecipare all’edizione milanese di Smau e vincere il Premio Lamarck. I ricercatori di Ez Lab sono riusciti a sviluppare un’applicazione che consentirà al consumatore finale, attraverso un’app installata sul proprio smartphone, di conoscere in tempo reale informazioni preziosissime sul prodotto che acquistano: dal campo in cui è stato coltivato alle sementi utilizzate, dai trattamenti effettuati ai passaggi della filiera, compreso il numero di “chilometri” percorsi dal campo agli scaffali del supermercato. Informazioni “certificate” perché sono il frutto di un processo di tracciamento automatico che non può essere soggetto a interventi discrezionali.

 

“Il massimo della tecnologia esistente oggi (open data, internet of things etc) si applica perfettamente al settore agricolo. – afferma Massimo Morbiato, fouder di EZLab- Non dimentichiamo che il settore agroalimentare offre fette di mercato importanti, visto che ci sono circa 1,6 milioni di aziende del settore che hanno bisogno di gestire la tracciabilità dei loro prodotti”.

 

 

Proprio con l’obiettivo di valorizzare la produzione agroalimentare “Made in Italy” nasce il progetto FICO – Eataly World. Il parco del cibo che sta sorgendo a Bologna, vincitore del Premio Innovazione Smau 2016, racchiuderà, a partire dal prossimo autunno, in un luogo unico la biodiversità del cibo italiano.

All’interno di una superficie di 80mila metri quadrati sarà possibile vedere l’intera realizzazione del prodotto, dal campo alla forchetta. A Eataly World troveranno posto un ettaro di campi e allevamenti dimostrativi, quasi altrettanti di mercati e botteghe, 40 laboratori di trasformazione, 25 ristoranti, 10 aule per la didattica e la formazione, 6 aree multimediali e 4 mila metri quadrati di padiglioni per eventi, iniziative culturali e didattiche legate al cibo. Il parco raccoglie l’eredità dell’esposizione universale anche dal punto di vista dei contenuti, della didattica e delle forme di narrazione del cibo, con eventi, corsi, iniziative culturali e padiglioni multimediali tematici che racconteranno il rapporto dell’uomo con i principali prodotti e scoperte relativi al mondo dell’agroalimentare.

 

 

In tema di valorizzazione del Made in Italy, “la vendita di prodotti agroalimentari online attualmente rappresenta uno dei settori più dinamici nel panorama dell’e-commerce B2C italiano, anche se ancora, in Italia, si attesta al 2% del fatturato annuo derivante dall’e-commerce” – afferma Carlo Rossi Chauvenet, relatore del workshop online dal titolo “Piattaforme di vendita di cibo e vino on-line: problemi ed opportunità di un nuovo paradigma distributivo”.

 

“Il canale e-commerce legato al food è peraltro sempre più sfaccettato: cresce il numero delle piattaforme on line che mettono a disposizione uno spazio virtuale di contatto tra produttore e consumatore e si sviluppano nuovi modelli di business, come ad esempio la gestione del servizio di delivery […]”.

 

 

Quando pensiamo alle piattaforme dove è possibile la vendita on line di cibo e vino ci sono numerose proposte provenienti dalle startup che puntano all’internazionalizzazione per promuovere all’estero le eccellenze Made in Italy. Tra le idee di vendita di prodotti agroalimentari online c’è anche un ecommerce di prodotti enogastronomici campani che ha partecipato alla scorsa edizione internazionale di Smau a Milano e a quella di Berlino. La piattaforma di Gooty non è finalizzata sola alla vendita, ma fornisce anche informazioni sull’intero contesto di origine che con le caratteristiche tipiche può differenziarsi dai prodotti dello stesso settore.

 

È importante la valorizzazione delle specialità culinarie regionali conosciute all’estero. È il progetto della startup Ventuno che propone dei cofanetti con i prodotti tipici locali di ogni regione, accompagnate dalle storie, consigli fino alle tradizioni dei produttori di alta gamma.

 

Un’Italia che punta sull’Agroalimentare, sull’Innovazione e sulla Ricerca per accrescere la propria competitività oltre confine sarà quella raccontata nelle tappe internazionali di Smau.

Il settore agroalimentare ha vissuto dal 2013 al 2016 un periodo di sostanziale stabilità (Federalimentare) registrando un fatturato di 132 miliardi di euro, pari agli anni precedenti, ma una crescita costante dell’export del 3,5% per un valore di 30 miliardi di euro. La riconoscibilità del brand Italian Food all’estero, nonché l’incremento del benessere dei Paesi dell’est Europa costituiscono i fattori determinanti di questo successo.

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