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Come diventare leader e guidare il team di lavoro

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Come si diventa leader? Abbiamo individuato 6 qualità per trasformarsi in leader carismatico che implicano studio, consapevolezza e pensiero autocritico.

 

Come diventare leader e guidare il team di lavoro

D’altronde cosa differenzia un buon leader da un grande leader? La voglia di mettersi in gioco e non sentirsi mai arrivati.

 

Come diventare leader e aver successo nel lavoro è una di quelle domande a cui tutti vorrebbero dare risposta. Ma cosa significa essere leader?

 

Un leader è una persona che lavora costantemente al perseguimento degli obiettivi. Con il proprio lavoro influenzano gli altri positivamente spronandoli a fare sempre meglio.

 

Dinanzi a uno spettro di influenze positive, i difetti in modo quasi automatico tendono ad annullarsi nel cosiddetto “effetto alone”.

 

Ogni impegno di lavoro è una sfida continua e il leader è colui che non si nasconde dietro gli errori degli altri, supera la negatività e ‘traina’ tutto il team verso il raggiungimento degli obiettivi con un marcato senso di responsabilità. Per questo in modo quasi automatico, le persone dotate di questa capacità riescono a imporsi come leader.

 

Il leader lavora sempre su se stesso, mantiene lo spirito dello studente con la saggezza di chi ha affrontato delle sfide, sa superare la paura di un fallimento e conosce le tecniche che comunemente si chiamano ‘public speaking’ per focalizzare l’attenzione degli interlocutori senza aver paura di parlare in pubblico.

 

Come si diventa leader:L’esempio pratico

Un leader potrebbe essere, ad esempio, anche il titolare di un ristorante, il responsabile che non ha formato adeguatamente il personale che non avendo ricevuto le informazioni necessarie per svolgere le proprie mansioni coerentemente di conseguenza non servirà bene il cliente.

 

Vi è mai capitato di notare un cameriere distratto, un servizio al tavolo in ritardo o di ricevere il piatto ordinato senza le posate o una bottiglia di vino senza i bicchieri? O peggio, di continuare a mangiare mentre al vostro commensale avevano già tolto il piatto perché aveva terminato prima? Niente di più sbagliato! Ma la colpa (se così si può chiamare) di chi è? Del cameriere, o c’è qualcun altro dietro questi errori grossolani?

 

La colpa da attribuire al servizio ai tavoli è sempre attribuita al cameriere, ma in realtà c’è un formatore, un leader che unisce il personale e lo motiva a far sempre meglio. È il capitano della nave, insomma.

Un leader è colui che ogni giorno si chiede “Qual è l’unica cosa che posso fare e che, se fatto bene, farà la differenza per la mia azienda?” e che si segna i risultati e il lavoro del team per raggiungere gli obiettivi nel gioco di squadra.

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