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Video Marketing, Traipler: “Con l’ecommerce rendiamo i video accessibili a tutti”

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È il primo ecommerce di video marketing ed è made in Puglia. Ed è proprio da qui che ripartono i fondatori di Traipler con la prima piattaforma ecommerce di video destinati alle piccole e medie imprese, pur vantando clienti internazionali.

 

Video Marketing, Traipler: “Con l’ecommerce rendiamo i video accessibili a tutti”

Ci sono gli ingredienti giusti per un film: l’amore, l’amicizia, i sogni da realizzare per non farli restare tali. Così si intrecciano le vite di Christian Muolo (CMO & Co-founder), Gianluca Ignazzi (CEO & Creative Director), Magie Cannizzaro (CTO & Co-Founder) e Aldo Ricci (CCO & Co-founder) i creatori di Traipler.com, che invece girano i film degli altri, raccontano le imprese attraverso i video trasformandolo in uno strumento di marketing dai prezzi accessibili per tutti.

Perché i video? Perché il video marketing è lo strumento di comunicazione più potente, in grado di permetterci di memorizzare ed entrare in empatia con le scene rappresentate nonché uno strumento di brand awarness utilizzato nello storytelling aziendale.


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Perché il video advertising è un viaggio alla scoperta di emozioni, un “trip” in grado di attivare immediatamente in noi delle reazioni così scelgono sapientemente il loro naming (Traipler, unione di trip e trailer) i fondatori pugliesi di nascita e di adozione che si raccontano a PugliaNext.

 

Come si conoscono Gianluca Ignazzi, Christian Muolo, Magie Cannizzaro e Aldo Ricci?

Gianluca Ignazzi: «Io e Christian Muolo, CMO & Co-founder di Traipler.com, ci conosciamo da sempre, eravamo bambini e non ci siamo mai persi di vista, neanche quando io mi sono trasferito a Roma per l’Università, dove ho conosciuto Magie Cannizzaro, CTO & Co-Founder di Traipler.com. Noi tre abbiamo condiviso le prime idee e i primi discorsi sulle potenzialità dei video. In quel periodo in Puglia abbiamo conosciuto Aldo Ricci, videomaker già molto apprezzato, abbiamo cominciato così a sognare in 4, a confrontarci e poco dopo tutti insieme abbiamo fondato Traipler.com».

 

Come sono ripartite le mansioni creative o operative dei fondatori di Traipler?

Gianluca Ignazzi: «Io mi occupo della parte creativa e strategica, Christian dello sviluppo commerciale e della gestione aziendale, Magie si occupa di tutta la nostra struttura e piattaforma informatica, e Aldo cura tutta la parte di prodotto video. Insieme a noi ci sono ormai quasi 20 persone ovvero un team di video editor, un team dedicato alla comunicazione e alla digital strategy, un reparto per lo sviluppo della nostra piattaforma IT, e un reparto creativo composto da art director, copywriter e motion grapher.
Ma la nostra vera forza è stata quella di costruire il più grande network italiano di professionisti composti da oltre 600 videomaker pronti a raggiungere qualsiasi parte delle stivale».

 

Come nasce l’idea di un ecommerce per video?

Christian Muolo: «Nasce in modo quasi naturale. Tutti comprano online quello di cui hanno bisogno. Noi abbiamo pensato che oggi ‘tutti hanno bisogno di un video’, quindi dovevamo renderlo accessibile a tutti, e un e-commerce era il modo migliore per farlo. Ogni azienda, in qualsiasi settore operi, che sia grande o piccola, una multinazionale o una micro impresa, per esistere e resistere nel mercato ha bisogno di comunicare, e il video è oggi lo strumento migliore, più incisivo ed efficace che si possa utilizzare. Non a caso il motto di Traipler è ‘Qualsiasi cosa fai dillo con un video’. Un video lavora sulle intenzioni, sui desideri di chi guarda, per questo è lo strumento che in assoluto converte di più, ovvero quello che riesce a condizionare di più le scelte di acquisto degli utenti».

 

Come nasce la sceneggiatura? Inizia con il brief del cliente?

Gianluca Ignazzi: «Il nostro punto di partenza è sempre il format, Traipler ha un reparto interno che si occupa solo di sviluppo e strutturazione di processi comunicativi efficaci e innovativi. Tutti i giorni validiamo i format video pensati e li testiamo ancor prima di metterli a disposizione dei nostri clienti, cosi facendo riusciamo a garantire sempre il massimo della qualità e il cliente non dove fare altro che mettersi a disposizione e raccontare la propria storia.
Quello che ci rende veramente unici è il nostro metodo di lavoro che mette al centro prima le persone e poi i prodotti. Oggi siamo in grado di trasformare una semplice offerta commerciale in una storia di cui tutti vorrebbero far parte».

 

Oggi Traipler lavora in tutta Italia ma ha una sede a Putignano. Come mai siete rimasti in Puglia? A cosa è dovuta questa scelta?

Christian Muolo: «Siamo orgogliosi di dire che proprio a Putignano c’è il nostro headquarter ma abbiamo anche due sedi strategiche a Roma e Milano. Siamo tutti pugliesi, anche Aldo che nasce abruzzese è ormai pugliese di adozione e per amore vive qui, il nostro team è quasi interamente pugliese.
Operiamo in tutta Italia grazie alla nostra rete di 600 videomaker, un network professionale incredibile che abbiamo costruito negli anni e che oggi ci permette di essere competitivi e di poter realizzare produzioni video ovunque. Non a caso Traipler è la prima piattaforma di produzione video professionali diffusa in tutta Italia, isole comprese. Detto questo, abbiamo la Puglia nel cuore, e nonostante Traipler abbia respiro nazionale e presto anche internazionale,

abbiamo sempre voluto creare qualcosa ‘a casa nostra’, creare opportunità per la nostra terra e per tutti quei ragazzi come noi che vogliono crescere e imparare restando qui. In Puglia si è fatto tanto per la crescita del tessuto imprenditoriale e speriamo si continui e si faccia ancora di più in questa direzione. Le potenzialità sono tantissime, e i presupposti ci sono tutti».

 

Un video racchiude sempre un’emozione, c’è uno stile che influenza le vostre scelte di progettazione?

Gianluca Ignazzi: «Lo stile dei nostri video è fondamentalmente l’anima stessa di Traipler: raccontiamo storie vere. Tutte le nostre produzioni video non puntano su set artefatti e precostruiti, siamo fermamente convinti che l’era degli spot confezionati a tavolino sia finita da tempo.
È cambiato il ruolo delle persone e le dinamiche della comunicazione. Gli utenti, non sono più meri fruitori di messaggi, sono diventati ‘agenti’ ovvero determinano immediatamente un effetto mediante la propria azione. Il video è oggi lo strumento di comunicazione che più di qualsiasi altro determina, condiziona, proprio questa azione, per questo le aziende devono comunicare con i video, un video non fatto è un cliente perso».

 

Prezzi accessibili anche per le piccole imprese o per le ditte individuali che non pensavano al video come strumento di marketing. Quanti piccoli professionisti hanno scelto questo strumento fino ad oggi per promuoversi?

Christian Muolo: «Per nostra fortuna sono in tanti. Abbiamo chiuso il 2015 con un fatturato di 300 mila euro e il 2016 con un fatturato di oltre 1 milione di euro. Abbiamo lavorato tantissimo per tradurre in video i progetti e gli obiettivi di comunicazione dei grandi brand con cui lavoriamo ogni giorno, e lo stesso impegno lo abbiamo dedicato alle piccole medie imprese che hanno creduto in noi.

Oggi il nostro fatturato è quasi equamente diviso tra big company – per citare alcuni clienti: Ceres, Edison, Valentino Rossi , Unicredit , L’Oreal , Land Rover , Sonova , Adidas , Calaponte Triweek , Dainese , Fiat 500 , Fineco , Zurich , Nivea – e PMI. Questo conferma che siamo effettivamente la soluzione video perfetta per ogni tipo di azienda, anche la più piccola. Ci piace pensare di aver reso il video accessibile a tutti, anche alle realtà che sono agli inizi o sono così piccole da aver sempre pensato di non potersi permettere una promozione adeguata. Abbiamo reso accessibile a tutti la comunicazione video».

Come si diventa video maker: i consigli di Aldo Ricci

Cosa vuol dire essere un influencer del videomaking? Leggendo la sua storia (si racconta attraverso la sua fanpage), non priva di ostacoli, avrebbe mai immaginato di diventare ciò che è oggi?

«Se guardo indietro non posso non pensare che nel mio caso sembra quasi sia stata la professione a scegliere me, e mai avrei pensato che sarebbe accaduto quanto sta accadendo oggi. Tutto è nato un po’ per caso, grazie a mia moglie, che è pugliese ed è il motivo per cui sono ormai pugliese d’adozione. Mia moglie mi ha regalato una Canon il giorno del mio compleanno, tutto è cambiato proprio quando l’ho usata per la prima volta e da quel momento non ho mai smesso di coltivare la passione per il filmmaking.
Nel tempo e con tanto studio è arrivato il lavoro, l’entusiasmo, i clienti nazionali e internazionali, il desiderio di condividere con gli altri la mia professione. Questo mi ha portato ad espormi sui social e a condividere quello che ogni giorno imparavo sul campo.

Molti che operano in questo settore hanno cominciato a seguirmi e io mi sono messo a disposizione di tutti. Oggi mi seguono su Facebook quasi 80.000 fan, ma non riesco a pensare a me come a un influencer, cerco di fare il mio lavoro al meglio e lo condivido con chi ha voglia di seguirmi».

Cosa consiglierebbe a chi vuole diventare un professionista del videomaking?
«Di mettercela tutta, di lavorare tanto, di non sentirsi mai arrivato. Ci sono tanti bravi e seri professionisti in Italia, anche più bravi di me, ma ci sono anche tanti improvvisati che operano con poca professionalità. Come in tutti i lavori il segreto sta tutto nella curiosità e nel desiderio di farcela, di migliorarsi e crescere. Io non ho mai smesso di aggiornarmi, di seguire corsi di specializzazione, di ispirami ai grandi. E continuerò a farlo, del resto, ho solo 30 anni».

Cosa non deve mai mancare nella borsa di un videomaker?
«Ovviamente una camera, uno slider, un monopiede, un buon microfono (l’audio è importantissimo) e soprattutto creatività, concentrazione, e il desiderio di sperimentare e dare di più ogni volta. Un video è emozione e va creato con emozione».

E se proviamo a chiedere quali sono i progetti per il futuro Magie Cannizzaro, CTO & Co-Founder, risponde

“Tanti. Continuare a crescere con tutta l’attenzione e la professionalità possibile”.

Ma sono i punti di ripartenza per chi come loro, continua a credere e lavorare per far crescere l’impresa che hanno creato, ma in questo caso anche quella degli altri.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.