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Stabilità degli alberi: un dispositivo per prevederne la caduta

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La stabilità degli alberi è la causa di molti episodi di caduta degli alberi. Risalgono a pochi giorni fa gli episodi di caduta alberi a Mirano e Roma. In Puglia, due anni fa un albero cadde sulla linea ferroviaria Bari Foggia causando fortunatamente solo un ritardo per permettere la rimozione della pianta. Questi eventi provocano disagi, disservizi e tragedie a volte sfiorate, altre volte purtroppo no.

È possibile controllare la stabilità degli alberi e prevedere la caduta di questi giganti buoni che rappresentano il polmone verde delle nostre città?

Fino ad ora sembrava impossibile prevedere la caduta degli alberi ma ci ha pensato Treevoice, una startup romana incubata a Tim #Wcap, a studiare un dispositivo di rilevamento delle anomalie della stabilità degli alberi e in grado, tramite un sistema di allerta, di monitorare le piante e intervenire in modo mirato sulle piante che hanno bisogno di intervento.

Questo vuol dire risparmiare soldi, tempo e convogliare le risorse umane in modo mirato sui luoghi adatti e a volte evitando abbattere gli alberi che sono indicati come pericolo se non presentano una criticità rilevata dal sistema.

Abbiamo intervistato Sara Loi, responsabile della comunicazione marketing di TreeVoice, per conoscere il progetto che rivoluzionerebbe il sistema di lavoro di manutenzione attuale del verde pubblico.

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Stabilità degli alberi: un dispositivo per prevederne la caduta

 

Quando nasce la startup?

«Treevoice nasce durante lo scorso Startup weekend tenuto a Roma verso fine Maggio, grazie all’intuizione dell’attuale CEO. L’idea ci ha subito entusiasmati, ci sembrava ambiziosa e diversa dalle solite. Anche se non abbiamo vinto niente, questo evento ci ha aperto altre strade, tra cui l’invito a partecipare alla call for startups lanciata da Tim #Wcap con scadenza il 30 Maggio. Ci siamo immediatamenti messi a lavoro e l’abbiamo vinta, oggi siamo tra le 26 startup selezionate, suddivise nei diversi acceleratori italiani, oltre le 1000 richieste ricevute.
I nostri uffici sono localizzati in #Wcap dove seguiamo il programma di accelerazione con il supporto di mentor qualificati».

 

Chi è il team?

«Il team è composto da professionisti e ingegneri impegnati nella programmazione elettronica, informatica e di intelligenza artificiale sia lato software che lato hardware del dispositivo. Abbiamo poi il designer Nicola e infine io mi occupo del marketing e della comunicazione esterna insieme ad Emiliano business developer».

 

Come funziona la verifica della stabilità degli alberi di Treevoice

 

Qual è il sistema che permette di controllare lo stato di salute degli alberi?

«La parte hardware è costituita da alcuni sensori che una volta inseriti nell’albero iniziano ad immagazzinare le informazioni, queste poi vengono inviate ad una centrale tramite connessione wifi, anche se stiamo sperimentando nuovi metodi attraverso delle partnership strategiche.
Se la pianta si inclina per troppo tempo o si sposta di asse il software è in grado di prevenire eventuali cedimenti ed inviare dei segnali di pericolo alle società specializzate. Prevenire il collasso per noi significa, evitare danni, pericoli, disagi alla viabilità cittadina e non solo.

Ricordiamoci che questi giganti verdi ci permettono di respirare aria pulita, noi vogliamo accompagnarli lungo tutto il processo di invecchiamento per offrire maggiore sicurezza e migliorare la qualità della vita in città».

 

Quali sono le criticità che possono essere rilevate dal sistema e come agire di conseguenza?

«Il dispositivo attualmente è in grado rilevare la pericolosità e definire la stabilità della pianta analizzando le vibrazioni sui tre assi, per il momento non possiamo indicare lo stato di salute complessivo, anche se questo sarà il nostro prossimo obiettivo. Sarebbe infatti interessante poter analizzare anche il pH della pianta per determinare con anticipo eventuali malattie.
Abbiamo costruito un framework flessibile e riadattabile su diversi scenari: oltre alla caduta alberi stiamo lavorando su un nuovo use case riguardo la prevenzione caduta pali. Ci rivolgiamo quindi ad aziende e società private che utilizzano i pali per garantire un servizio e lo miglioriamo.

 

Chi interviene dopo aver rilevato le criticità?

«È importante sottolineare che noi non andiamo a sostituire il lavoro degli addetti, bensì ad integrarlo e ottimizzarlo. Parliamo principalmente con aziende private che hanno in gestione il verde urbano. Dall’analisi effettuata abbiamo potuto verificare che nel corso degli anni è diminuito il numero degli addetti ed è diventato sempre più difficile gestire il grosso numero di alberi in affidamento, adesso si aspetta semplicemente che l’albero cada o si abbatte direttamente senza agire tempestivamente in suo soccorso. Solo nel territorio Romano parliamo di circa 330mila alberi a fronte di 300 addetti.

Treevoice vuole quindi ‘dare voce agli alberi’ e offrire la possibilità di ottimizzare le risorse, attuare degli interventi mirati, minimizzare i costi e rendere il lavoro più efficiente e veloce».

 

Per l’utilizzo del sistema servirà sempre una vostra figura per monitorare le rilevazioni o le aziende potranno farlo in autonomia?

«Abbiamo intenzione di dare il dispositivo in abbonamento. L’uso è facile e intuitivo e può essere utilizzato da chiunque in completa autonomia, basta effettuare il login nella piattaforma e immediatamente si hanno a disposizioni i dati relativi agli alberi selezionati. Si pensava, in futuro, di offrire questa opportunità anche ai privati o alle aziende agricole per ottimizzare la raccolta dei frutti».

 

Quali tipi di piante utilizzano il sistema?

«Diversi studi dimostrano che il pino è maggiormente soggetto ai crolli. Ogni albero ha una conformazione differente, però il nostro dispositivo è in grado di adattarsi facilmente grazie al materiale elastico che abbraccia il tronco senza comprometterlo, anche il materiale è green, totalmente biocompatibile».

 

Come sta andando e quali progetti imminenti per il futuro?

«Il prodotto è quasi terminato, ci troviamo nella fase di sperimentazione. Ci piacerebbe creare un sistema ancora più intelligente capace di rilevare lo stato di salute complessivo della pianta e allargare i confini di utilizzo. Attualmente collaboriamo con l’Università di Perugia e con quella della Tuscia che siamo sicuri ci aiuteranno a velocizzare la ricerca. Oggi il prodotto è destinato agli alberi e ai pali, in futuro vedremo».

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.