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Scuola Open Source, a Bari la prima scuola dell’alta formazione condivisa

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Immagina una scuola di alta formazione gratuita, dove poter imparare le materie più richieste in ambito di innovazione e tecnologia, dall’informatica al design, al videomaking all’ufficio stampa. Immaginala a Bari, anzi a Bari Vecchia (l’Isolato 47) grazie a un accordo con il Politecnico di Bari. L’immaginazione diventa realtà, a volte. Una scuola così non era mai stata vista, né pensata o progettata e ci hanno pensato loro i vincitori del bando CheFare, il collettivo costituito da FF3300 Visual Arts & Design, XYLAB, Barimakers,  3D NEST e Social Key.

 

A bari la prima scuola open source dalla didattica partecipativa

Nasce così, dopo l’esperienza di X e XYLAB, XYZ con il primo Istituto didattico, centro di ricerca e consulenza  – artistica e tecnologica – per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato (digitale e non) in modalità open source con accesso libero a docenti e studenti per contribuire alle attività didattiche e di ricerca.
Ci racconta il progetto ambizioso della Scuola Open Sorce (SOS) il co-founder Alessandro Tartaglia.

Avete vinto il bando CheFare, per la creazione de “La Scuola Open Source”. State raccogliendo i consensi e le partecipazioni di altri professionisti e corsisti o verranno calendarizzati i seminari a breve? 

«Attualmente, dopo aver vinto il bando CheFare e stretto un accordo con il Politecnico di Bari abbiamo costituito la società La Scuola Open Source in forma di SRL e stiamo lavorando all’organizzazione dell’incipit delle attività didattiche e di ricerca: un laboratorio (organizzato sul format di xylab) dove 12 docenti, assieme a 9 tutor, guideranno un gruppo di 60 partecipanti (che verranno selezionati con un form online e la cui partecipazione sarà completamente gratuita), divisi in 3 aree tematiche distinte, ma non separate:

X – IDENTITÀ E STRATEGIA

  • Branding identity
  • Strategia digitale
  • Sito web (@Processi)
  • Processi e prodotti editoriali (@Processi)
  • Video (@Processi)

Y – STRUMENTI

  • Realizzazione di un sistema di accesso sicuro H24
  • Progetto per una moneta interna
  • Set up degli spazi
  • Co-living/open data (@Processi)
  • Impostazione del concept di un Gestionale

Z – PROCESSI

  • Definizione e formalizzazione dei processi e delle modalità con cui essi si svolgono per i 4 assi: didattica, ricerca, co-living, spinoff;
  • Impostazione del concept di un Gestionale (@Strumenti)
  • Co-living/open data (@Strumenti)
  • Area Business (interazione tra SOS e Aziende)
  • Creazione di indicatori e metriche per misurare i risultati

Questo primo appuntamento, che durerà 15 giorni (dalle 9 alle 19 ogni giorno, con un’ora di pausa pranzo), e la cui data ancora non è stata divulgata (ma lo sarà a breve), vedrà la partecipazione di docenti di fama internazionale selezionati nella rete di relazioni costruita attorno al progetto durante questi anni. Dopo questo laboratorio, la scuola aprirà ufficialmente e verranno calendarizzate una serie di attività didattiche e di ricerca, come da business plan. Non appena saremo in grado di definire le date (per quest’ultimo passaggio attendiamo il trasferimento dei fondi da CheFare e la consegna delle chiavi da parte del Politecnico) verrà organizzata una conferenza stampa per ufficializzare l’inizio delle attività».

 

Scuola Open Source- A lavoro

Scuola Open Source- A lavoro

 

Chi può iscriversi?
«L’iscrizione a XYZ è gratuita e aperta a tutti. La selezione è dura, perché arriveranno domande di partecipazione da tutto il paese, e non escludiamo che ne arrivino diverse anche da paesi stranieri, com’è accaduto in passato per X e per XYLAB».

 

Quali sono le materie che interessano di più e per le quali avete ricevuto più richieste? Pensate a corsi on-demand?
«Attualmente stiamo ricevendo (attraverso un form online) richieste per materie inerenti la fabbricazione digitale e il making, l’informatica e la cybersecurity, il design dei processi, il design della comunicazione, la storia della tecnologia… Pensiamo anche di inserire nella nostra offerta didattica anche elementi che vadano nella direzione della cultura umanistica, come corsi di storia, di storia dell’arte, o di cinema, animazione e illustrazione. Faremo anche corsi “dal basso”. Lo faremo sviluppando degli strumenti (metodologici e informatici) che permetteranno a tutti coloro che parteciperanno alle attività della comunità di SOS di proporre percorsi didattici o di ricerca. Le proposte così raccolte saranno esaminate dal comitato scientifico e dal CdA e via via, le più interessanti, verranno sviluppate».

 

Cambia il modo di imparare e insegnare con la Scuola Open Source

«La Scuola Open Source supera il concetto di hackaton e quello di workshop, mettendo assieme il meglio delle due cose, ma lasciando fuori l’aspetto della competizione degli hackaton e quello della verticalità dei workshop.

La didattica sarà organizzata in modo cooperativo: docenti, tutor e discenti lavoreranno assieme allo sviluppo di progetti, con degli output tangibili e misurabili. Inoltre il numero di docenti e tutor che assisteranno i discenti è inedito, perché crediamo che occorra apportare contemporaneamente diversi punti di vista e conoscenze.

Questa multi-disciplinarietà, associata ad una logica orizzontale e cooperativa, nel tempo crea le condizioni perché la conoscenza circoli liberamente, attraverso un processo di osmosi. I format stessi saranno co-progettati, al momento infatti progettiamo di realizzare workshop, lezioni frontali e laboratori in residenza sul modello di XYLAB, ma domani svilupperemo nuovi format didattici, sperimentandoli sul campo, e affinandoli laboratorio dopo laboratorio.

L’idea è che si debba innovare la didattica continuamente, contaminando gli ambiti d’insegnamento e apprendimento, e implementando man mano le soluzioni tecnologiche o metodologiche, più utili per lo svolgimento dei progetti. Il tutto, sempre, tenendo assieme ricerca e didattica.

Faremo corsi che ci servono a formare persone capaci di lavorare su progetti di ricerca, e svolgeremo progetti di ricerca spacchettando le attività più complesse in moduli didattici. Favorendo il lavoro inter-generazionale e l’apprendimento in situazione».

Come guadagnerà la SOS? È previsto un tesseramento o altre modalità di iscrizione?
Commissione o organizzazione di progetti di ricerca:

  • per lo sviluppo di un prodotto
  • per lo sviluppo di un servizio
  • per lo sviluppo di una tecnologia

Commissione o organizzazione di moduli didattici

  • eventuali fee di partecipazione
  • crowd-funding per attivare moduli specifici
  • fund-raising tra le imprese del territorio

Tesseramento

  • base
  • pro
  • supporter
  • sponsor

 

La SOS è spazio di condivisione di formazione e studio, sono previsti anche corsi alta formazione per PMI e PA. Ci sono richieste al momento? Quali potrebbero essere gli argomenti di interesse?

«Abbiamo previsto anche corsi rivolti alla PA e alle PMI, con format diversi. Si tratta di un’offerta formativa molto verticale, che vede coinvolti 3-4 docenti per volta che seguono gruppi ristretti di partecipanti, per approfondire in un breve lasso di tempo tematiche molto specifiche.

I temi spazieranno dalla cybersecurity, alla manifattura digitale, passando per il design dei processi fino alla progettazione di tools e algoritmi. Ma affronteremo anche tematiche più classiche, come la sostenibilità ambientale ed energetica, l’innovazione sociale e la rivalorizzazione di aree urbane.

Quali sono gli obiettivi da raggiungere in medio e lungo periodo?

Divertirci, cambiare il mondo, conoscere persone, idee e progetti con i quali contaminarci a vicenda, costruire una comunità solida e affiatata di persone che hanno interessi e punti di vista compatibili e che si confrontino, lavorino e crescano assieme per realizzare i propri sogni. Il tutto, raggiungendo la completa sostenibilità economica entro i primi 2 anni».

Giornalista e docente di visual e content marketing per le imprese e nei corsi professionali. Si occupa di comunicazione web, graphic design e copywriting.