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Salone Mondiale dell’Automobile di Parigi: verso la fine del concetto tradizionale dell’auto?

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In occasione dell’88esima edizione del Salone Mondiale dell’Automobile di Parigi che celebra 120 anni dalla prima esposizione Sebastien Brame, Senior Manager di Clarion Europe fa il punto della situazione sul settore automobilistico in continuo mutamento che coinvolge i settori automotive, connettività, IT e progettazione.

 

di Sebastien Brame Senior Manager, Clarion Europe

 

La società si sta evolvendo e il salone di Parigi non è da meno. Al di là delle costrizioni economiche che obbligano i produttori a rivedere la loro strategia di comunicazione a discapito dei saloni storici, poco a poco si sta imponendo un concetto completamente nuovo di auto. Considerando il numero sempre minore di espositori e visitatori, l’evento si sta evolvendo verso una comprensione trasversale della mobilità. E, mentre spostarsi è ancora una questione inerente l’individuo, i mezzi per farlo diventano sempre più di competenza degli specialisti. La diffusione dell’automobile ha sostituito il cavallo e la carrozza e mentre la tecnologia assume il controllo del volante, tutto fa presagire che ben presto verrà sostituito anche l’essere umano. Allo stesso modo, il salone di Parigi sembra prendere le distanze dal pubblico generale, per rivolgersi sempre più ai professionisti in un settore in costante evoluzione. 

Il Salone Mondiale dell’Automobile di Parigi: il futuro CES europeo?

Più si avvicina il salone di Parigi, più le sue trasformazioni diventano evidenti. Innanzitutto si tratta un evento più trasversale con una nuova hall Mobilité. Inoltre, sarà rivolto ai professionisti del settore con la creazione di un evento B2B specifico chiamato “Mondial.Tech”, ovvero un evento focalizzato sulle innovazioni tecnologiche. Indubbiamente lo scopo di tali cambiamenti è quello di invertire le tendenze che hanno prevalso negli ultimi anni: un numero crescente di marchi che hanno deciso di non partecipare all’evento (quest’anno sono 18) e un afflusso nettamente inferiore di visitatori (nel 2016 è stato registrato un calo del 14%).

Perché questi cambiamenti? Sembra che l’ispirazione provenga dal CES di Las Vegas, un evento assolutamente imperdibile che riunisce professionisti da ogni angolo del settore dell’elettronica. Trasversale e dedicato soprattutto ai visitatori business, il CES è un evento riconosciuto a livello mondiale, con un visitatore su tre proveniente dall’estero e, fatto interessante, ogni anno è sempre più focalizzato sul settore automobilistico. Proprio ieri, 1° Ottobre il CEO del CES, Gary Shapiro, ha inaugurato il primo Mondial.Tech alla Porte de Versailles. Davanti ai nostri occhi, il salone di Parigi, evento storico dedicato alle automobili è interessato da un cambiamento epocale. Senza rinunciare formalmente al concetto di “grande pubblico”, sembra che stia tentando di trasformarsi in un evento per professionisti.

Anche la gamma di settori presenti si sta ampliando, poiché ora è imperativo tener conto di una serie di aree all’avanguardia tra cui la connettività, l’IT e l’ingegneria, che vanno di pari passo con il settore automobilistico. Considerando la crescente complessità tecnica di ciascun componente di un’auto, solo un evento trasversale consentirà ai visitatori di conoscere tutte queste aree e scoprirne le innovazioni. Creare un “CES di Parigi” è quindi un nuovo e ambizioso obiettivo. Che ne sarà quindi del salone tradizionale rivolto al grande pubblico?

 

Verso la fine del concetto tradizionale di auto

Le evoluzioni sono lente ma inesorabili. I saloni di Parigi e Ginevra suscitano ancora interesse, nonostante evidenti segnali di declino. Non vi è dubbio che la società stia subendo un profondo cambiamento e che gli europei non consumino più come in passato. Nel settore dei trasporti, le tendenze attualmente più in voga sono il car sharing e il noleggio. Dagli scooter elettrici alle biciclette e alle auto, il mercato oggi offre un numero maggiore di servizi e meno di beni. Possedere un’auto non è più un obiettivo fine a sé stesso, oggi è più un piacere che un desiderio, che porta a meno riconoscimento sociale e non rappresenta più un simbolo di indipendenza come lo era in passato. Al contrario, il nuovo concetto di lusso è ora associato all’avere un servizio personalizzato su misura, in qualsiasi momento e ovunque ci si trovi. Con il passare del tempo il grande pubblico perderà quindi interesse nelle auto come tali. Continuerà a beneficiarne, ma le conoscenze tecniche saranno riservate ai professionisti.

Allo stesso tempo, sfortunatamente per alcuni, il costo di un’auto sempre più autonoma potrebbe non essere alla portata di molti. Le auto a guida autonoma sembrano infatti essere riservate al mercato dei professionisti, sempre che si diffondano. Saranno di proprietà di aziende che operano nel settore del trasporto pubblico, della logistica, dei taxi e, ovviamente, delle auto con conducente, ma senza il conducente. Indubbiamente esiste ancora un futuro per le auto private tradizionali dotate del volante che noi tutti conosciamo. Tuttavia il mercato è ora influenzato da nuovi attori e il salone di Parigi non può che riflettere tale cambiamento.

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