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Ristoranti a peso, a Bari nasce Urban con prodotti bio e a km zero

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Un modello di business innovativo per il settore della ristorazione veloce è rappresentato oggi dai ristoranti a peso. Già conosciuti in Europa e dopo aver aperto anche in molte città italiane, arrivano anche in Puglia. Urban, Cucina a peso è un progetto innovativo che unisce il sistema del “si paga sul peso di ciò che si mangia” alla qualità biologica e filiera controllata.

 

Ristoranti a peso, a Bari nasce Urban con prodotti bio e a km zero

Un ristorante a peso dove poter mangiare sano, godere dell’atmosfera urban chic proprio nel centro di Bari, senza rinunciare a un pranzo sano come lo faremmo a casa ma rivisitato in chiave moderna. Abbiamo voluto conoscere Urban, Cucina a peso in un’intervista con Michele Salvati che gestisce la parte amministrativa. Dopo una Laurea in Economia con indirizzo turistico, la passione per l’hospitality e qualche viaggio in giro per il mondo, trova i compagni di viaggio giusti e nasce nel dicembre 2016 il primo ristorante a peso a Bari, con un concept che ha l’ambizione di diventare un franchising e permettere ad altri affiliati di replicare il modello.

 


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Urban Cucina a peso: l’intervista

Come nasce l’idea? Da un percorso di studi, esperienze lavorative precedenti, cambio lavoro?

«L’idea è nata prendendo spunto dai ristoranti a peso brasiliani che ho scoperto per la prima volta durante un viaggio alla scoperta del Sud America. Questa tipologia di ristorante l’ho ritrovata in Svezia durante il mio periodo di studi e mi è stata molto utile perché da studente squattrinato mi permetteva di assaggiare tanti piatti pur spendendo poco. Ho pensato che la Puglia fosse pronta a questa formula che riducesse gli sprechi e permettesse alle persone di pagare a peso come avviene al mercato».

 


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Perché la scelta del nome Urban cucina a peso?  

«Il nome del ristorante è Urban Cucina a peso. Urban perché si trova nel centro della città vicino agli uffici principali e all’Università. Inoltre si richiama all’arredamento “urbano” tipico delle grandi metropoli».

 

Chi è il team e come sono ripartite le mansioni?

«Il team principale è composto da 3 persone: Io mi occupo della gestione amministrativa, il nostro chef, Celso Laforgia, della gestione della cucina, Marco Loprieno, responsabile della comunicazione che si occupa della gestione del sito web e dei social media e Lucio Manzari, responsabile di eventi e catering».

 

Cosa si può mangiare da Urban cucina a peso?

«Il menu cambia ogni giorno ed è molto vario. Prediligiamo piatti leggeri e genuini. Prepariamo piatti di cucina tradizionale rielaborati in chiave moderna. Tutte le materie prime scelte per i nostri piatti sono a km0, come anche le bevande per accompagnare i nostri piatti sono tutte biologiche».

 

Come funziona il pranzo da Urban cucina a peso?

«Prendi, pesa e paga. Questa è la formula del nostro buffet. Le persone che vengono da noi possono mettere nello stesso piatto quello che preferiscono e poi pagano in base al peso».

 

Qual è lo scontrino medio per un pranzo?

«Un pranzo completo costa in media 10 euro comprensivo di bevande. Ma c’è anche chi spende meno. Dipende sempre dal quantitativo di cibo che si mette nel piatto.

 

Chi sono i clienti in media: giovani (18-35 anni), studenti, lavoratori, turisti…

«Il nostro pubblico è molto vario. Data la posizione vicino all’Università di Bari lavoriamo molto con gli studenti e i professori ma anche con chi lavora in zona. Molte persone vengono da noi per studiare o lavorare. Tutto il locale è coperto da wifi e ci sono delle comode postazioni con prese di corrente adatte a collegare i PC».

 

Il team dei giovani pugliesi con idee innovative sta dimostrando di sfruttare intelligentemente la tecnologia anche per gestire il flusso di clienti e di ordinazioni utilizzando anche Youeat il portale di food delivery.

Insomma una bella lezione da imparare per chi fosse restio ai cambiamenti.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.