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Pet detective, dagli USA il primo in Italia per ritrovare animali smarriti

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È il primo pet detective in Italia specializzato nel ritrovare animali smarriti. Mutua dal protocollo FBI le procedure usate per le persone scomparse e le riadatta al ritrovamento di animali smarriti. È l’idea di Andrea Granelli esperto cinofilo che nel 2010 decide di continuare la sua formazione professionale nella Ricerca e Soccorso di Animali Smarriti presso la Missing Pet Partnership di Seattle (USA). Importa sin da subito questa disciplina in Italia e qualche anno dopo nasce Pet Detective Italia che ha all’attivo oltre 900 casi di ritrovamento di cani e gatti smarriti.

 

Pet detective, dagli USA il primo in Italia per ritrovare animali smarriti

È una professione davvero unica in Italia che diventa ben presto popolare ma le richieste di soccorso superano le possibilità di intervento del personale, così Pet Detective Italia decide di lanciare un programma di formazione per gli aspiranti pet detective.

 

Assieme a Dario Maffioli, partner e project manager di Pet Detective Italia, Andrea studia un prontuario per le emergenze di intervento scalabile in tutta Italia, analizzando tutte le casistiche, i comportamenti e le segnalazioni che ricevono per offrire un supporto dapprima teleassistito e dopo fisico. Ma nel frattempo sono da poco partiti i corsi di formazione professionale per diventare pet detective.

 

Come si diventa pet detective?

Per diventare pet detective serve, innanzitutto, sensibilità e amore per gli animali. Gli interessati a diventare pet detective non sono solo “addetti ai lavori” ma anche appassionati o chi vuole reinventarsi professionalmente. In America, nel frattempo, è un lavoro ben avviato a tutti gli effetti. In Italia abbiamo già le prime 10 unità della prima squadra di pet detective qualificata dal corso professionale chiuso da poco a Bergamo.

 

Vivere con un animale da compagnia in casa migliora la qualità della vita (solo il 39% degli over 65 vive e si prende cura di una cane o gatto) influenzando anche la scelta dei luoghi di villeggiatura per le vacanze pet-friendly. 

 

Vivere con gli animali e il benessere psicofisico. Dati Assalco 2015

Vivere con gli animali e il benessere psicofisico. Dati Assalco 2015

 

Il 43% degli italiani vive con un animale (rapporto Assalco-Zoomark 2016) in casa stringendo un legame affettivo, spesso questa affettività può essere accompagnata dall’ansia di perdere il proprio amico a quattro zampe per fuga, smarrimento o in alcuni casi persino furto. Per qualcuno, purtroppo, l’ansia si trasforma in un vero e proprio incubo.  Cosa fare in caso di smarrimento del cane o del gatto?

Qual è la procedura di ritrovamento degli animali smarriti? Lo abbiamo chiesto a Dario Maffioli che in un’intervista a PugliaNext racconta questa nuova professione.

 

Qual è la situazione in Italia per quanto riguarda gli animali smarriti? Si smarriscono più gatti o cani?

«In linea di massima abbiamo più segnalazioni di gatti, il gatto è l’animale che viene più frequentemente smarrito e ritrovato.

I dati Assalco 2014 rilevano circa 300.000 animali smarriti ogni anno, 850 animali smarriti al giorno.

Abbiamo più richieste tra nord e centro Italia probabilmente perché più vicine ai protocolli di assistenza informatici».

 

Quali servizi offre PetDetective nella richiesta di ritrovamento? La prima fase è il “profiling”: in che modalità si svolge?

«Offriamo un servizio gratuito di profilazione automatica del caso sul sito, l’utente rispondendo a delle domande ottiene informazioni specifiche relative al suo caso e successivamente può richiedere assistenza. Dopo il profiling automatico che analizza la situazione (ad esempio: furto, smarrimento, fuga), si può richiedere l’assistenza di un professionista che realizza un profiling personalizzato e stabilisce la miglior strategia di intervento.

Il pet detective agisce inizialmente come regia strategica e assiste il proprietario per le azioni da fare finalizzate  al ritrovamento dell’animale smarrito.

Ad esempio, diamo assistenza per l’affissione dei poster ad alta visibilità: come realizzarli, dove affiggerli nel rispetto civico e in quali zone. Per questo tipo di lavoro non è necessario l’intervento del pet detective. Noi analizziamo immagini satellitari delle mappe della zona di smarrimento e individuiamo le zone geografiche in cui intervenire. Tra gli strumenti che utilizziamo ci sono anche le campagne facebook, ma va detto che uno degli aspetti più critici del lavoro è la gestione e la verifica dell’attendibilità delle segnalazioni».

come il pet detective ritrova animali smarriti

Corretta affissione di poster segnaletici di animali smarriti

 

La ricerca fisica dell’animale smarrito parte da uno studio del comportamento, ci sono studi a riguardo che precedono il vostro lavoro o a cui vi ispirate?

«Esiste  qualche pubblicazione professionale americana , ma non ci sono studi accademici a riguardo. Attraverso la nuova piattaforma di Pet Detective stiamo lavorando per raccogliere dati e interfacciarci con medici, etologi, veterinari per uno studio a livello accademico. Anzi cogliamo l’occasione per invitare ogni studioso interessato a contattarci.

 

Ma quello che è stato fatto finora è frutto del lavoro di Andrea Granelli che ha individuato problematiche comuni alle diverse casistiche, come ad esempio la gerarchie dei bisogni fondamentali che cambiano».

 


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Come si diventa pet detective?

«Non c’è un ordine professionale. Abbiamo formato a novembre una decina di operatori e abbiamo bisogno di pet detective sparsi in tutta Italia per questo abbiamo realizzato un percorso formativo professionale. Dopo il corso, il nostro ex studente potrà lavorare da solo o affiliarsi al programma pet detective, che fornisce un collegamento nel tempo con la formazione continua, aggiornamenti, studi e supporto professionale, come la nostra centrale di gestione delle richieste di assistenza che assegna i casi sulla base di criteri geografici indicando il pet detective più vicino alla zona della richiesta».

 

Come si diventa pet detective

Futuri pet detective durante una lezione

 

Quali strumenti servono per lavorare come pet detective?

«Il cane molecolare ha sicuramente un impatto sensazionale molto forte e viene utilizzato anche nei nostri protocolli di ricerca. Ma va ricordato che l’intervento del cane molecolare non è sempre necessario, a volte potrebbe risultare controproducente, potrebbe intimorire e far fuggire l’animale smarrito. Ci sono altri strumenti tecnologici che usiamo ad esempio: fotocamere a infrarossi, che vengono installate all’aria aperta, e che si attivano con il movimento e riprendono l’animale smarrito. Usiamo molto anche le mappe satellitari per studiare la zona di smarrimento. Non mancano poi gabbie e tecniche di richiamo assistito».

Strumenti del pet detective per ritrovare animali smarriti

Uno degli strumenti del pet detective per ritrovare animali smarriti

 

A maggio si svolgerà un corso all’Università La Sapienza di Roma, può accennare qualcosa?

«È un corso formativo intensivo di 4 giorni e dopo il corso è previsto un periodo di mentoring per i primi dieci casi di smarrimento. Lo studente è seguito da un tutor che lo accompagnerà nella sua preparazione pratica. Terminato il periodo di mentoring, il nuovo professionista potrà lavorare in autonomia o entrare nel network di Pet Detective».

 


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Chi decide di frequentare il vostro corso? Veterinari, educatori cinofili o anche appassionati? Qual è l’età media?

«Abbiamo formato i primi 10 pet detective. Non c’è un profilo definito per adesso, l’età varia da chi ha 55 anni e si è voluto reinventare professionalmente, a chi ha 24 anni e studia o lavora.

Chi ha amore per i cani e si interessa di cinofilia è più propenso ad avvicinarsi a questo mondo ma non mancano le persone che decidono di iniziare per curiosità».

Pet detective al lavoro: Ricerca geografica degli animali smarriti

Pet detective al lavoro: Ricerca geografica degli animali smarriti

 

Si può iniziare a lavorare come pet detective anche nel tempo libero, poi può diventare un lavoro a tempo pieno?

«Il network ha una struttura flessibile e la teleassistenza offre al professionista la libertà di organizzarsi compatibilmente anche con altri impegni professionali nel rispetto delle regole dell’organizzazione e dei tempi di intervento.

Durante il corso è previsto l’intervento di un dottore commercialista che spiega anche come inquadrare il lavoro a livello fiscale e amministrativo».

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.