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Licenziato, compra l’azienda e raddoppia il fatturato. La storia di Enzo Muscia e della A-Novo

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Se fosse un racconto mitologico, la storia di Enzo Muscia e della neo A-Novo potrebbe ricordare benissimo l’araba fenice che rinasceva dalle sue ceneri. Ma l’Anovo, azienda francese specializzata in servizi di assistenza post vendita di apparecchiature elettroniche non era in fallimento, eppure Enzo, già dipendente dell’azienda, nel 2010 veniva licenziato e con lui altri 319 dipendenti. Nessun sentimentalismo, nessun chiarimento e l’Anovo chiude.

Com’era possibile? L’azienda non era in fallimento, aveva un portfolio clienti di tutto rispetto: era una movimentazione, una scelta dettata dall’alto. Ma chi vive dal basso non ci sta.

Enzo Muscia: fa ripartire la A-Novo insieme ai suoi ex colleghi

Enzo Muscia è solo un dipendente ma conosce bene l’azienda, ne aveva fatta di gavetta, e non ci voleva credere, ha lo spirito di rivalsa di chi non vuole andare a casa con un pugno di mosche in mano.

Enzo chiede aiuto alle banche per ricapitalizzare l’azienda che era in mano al procuratore fallimentare ma le banche negano il sostegno.

Come nei film e nelle storie d’avventura, Enzo Muscia è l’eroe, “o la va o la spacca”. E “la va”. Rischia tutto, anche la sua casa di proprietà per prendere le redini dell’azienda. E ce la fa. Riassume alcuni suoi ex colleghi e riparte.

Così l’ex azienda francese Anovo cambia il nome e diventa A-Novo. Un nuovo inizio con gli stessi clienti e stesso team che riconfermano la fiducia e si riconferma leader.

Oggi l’A-Novo ha un fatturato raddoppiato, 38 dipendenti di cui molti sono ex colleghi che avrebbero perso come lui il lavoro ma che ancora oggi, come nelle storie a lieto fine, si incontrano ogni giorno per lavorare insieme e vincere le sfide quotidiane. Una l’hanno già vinta.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.