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Cucina Mancina: la Food community per i diversamente onnivori

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Provate a digitare sul più famoso motore di ricerca le parole food community e vi uscirà nella SERP, pagina dei risultati del motore di ricerca, Cucina Mancina.
Cucina Mancina è la prima food community italiana dedicata a chi “mangia differente”. È l’idea vincente di due giovani pugliesi, Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano che hanno deciso di raccogliere in un portale, ora anche web-app per Android, i “diversamente onnivori”, ovvero coloro che per scelta o per necessità mangiano “differente”. Ribaltando il concetto di “diverso ≠ sbagliato” e nasce l’idea di raccogliere ricette adatte per i palati più esigenti, ovvero dei “mancini alimentari”.

 

Cucina Mancina la prima Food Community per tutte le esigenze alimentari

Pensiamo agli intolleranti, ai vegetariani, a chi deve mangiare con poco sodio, pochi zuccheri o pochi grassi, agli allergici, ai vegani e immaginiamoli tutti insieme a una cena tra amici. È quello che hanno scelto di fare Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano, le fondatrici di Cucina Mancina, dopo una cena tra amici tra cui c’era una intollerante al lattosio, un celiaco e una vegetariana. Da qui l’intuizione di racchiudere queste “diversità” alimentari su cucinamancina.com, un portale che è oggi una grande food community che racchiude oltre 500 ricette, più di 300 food makers, food blogger e chef che contribuiscono da tutta Italia al successo di Cucina Mancina.
Su Cucina Mancina puoi trovare ricette, informazioni, eventi condivisi dalla community , negozi e ristoranti segnalati dal basso e in linea con il tuo stile alimentare. Grazie allo store locator infatti puoi trovare la gelateria senza lattosio o la pizzeria senza glutine nella zona che ti interessa.
come funziona cucina mancina
Cerchi un menu per una dieta iposodica? Vorresti cucinare una torta senza zucchero per chi è diabetico o un piatto vegetariano gustoso e di facile preparazione? È la food community che ispira il tuo menù e le mani esperte ai fornelli pubblicano le loro ricette consultabili con un ricettario personalizzato per “mancinità” alimentare. La selezione dei contributor è oculata e validata dal punto di vista nutrizionistico.
Dal 2012 a oggi, dopo aver vinto un seed di 70 mila euro grazie al bando Valore Assoluto di Camera di Commercio di Bari, le due pugliesi vincono inoltre una borsa di studio per frequentare la Start up School di Mind Bridge a San Francisco studiando e cercando di migliorare il loro progetto secondo il modello americano che importano in Puglia. Da qui la decisione di restare, Lorenza nella sua amata Barletta, come il più grande pasticcere, mentre Flavia da pochi mesi è in Svezia e lavora a distanza. È il bello del lavoro on line che ti permette di trasformare nel tuo ufficio anche una tavola calda o una sala d’attesa ed essere sempre connesso.

 

Flavia Giordano e Lorenza Dadduzio di Cucina Mancina

da sinistra: Flavia Giordano e Lorenza Dadduzio – Ph: Davide Ndoj

Cucina Mancina: storia del brand

Il nome Cucina Mancina nasce dal lavoro di copywriting di Flavia per indicare un modo diverso di amare il buon cibo rispettando tutte le diversità alimentari. Il design del marchio e la creatività sono curati da Lorenza, che ha progettato il logo ispirandosi alle forchette di Munari e al copy left per lo spirito di libera condivisione della food community.

Conosciamole meglio:

Lorenza Dadduzio è Laureata in Communication Design al Politecnico di Milano (2005), con formazione in Visual & Interactive Design presso la Kolding Designskolen (Danimarca, 2003), Branding dei Sistemi Territoriali (Politecnico di Milano, 2008) e Startup Management (San Francisco – Mind the Bridge, 2013). Dal 2007 è titolare e direttore creativo di Metròfili, visual design studio specializzato nello storytelling di cibo e territorio.

Dal 2009 coordina processi di valorizzazione integrata e partecipata del territorio e dei suoi beni culturali per conto di enti pubblici e privati, vestendo i panni di responsabile marketing territoriale per il Comune di Barletta (2009-11), direttore creativo e curatore di Rivisitazioni – mostra a cielo aperto di fotografia e scrittura per la promozione turismo indigeno (itinerante dal 2011), communication manager nella task force della Regione Puglia per i SAC – Sistemi Ambientali e Culturali (dal 2012), coordinatore attività di animazione e progettazione partecipata dei SAC del Salento (dal 2013), direttore artistico e curatore di Sentinelle d’Innovazione – mappatura fotografica della Puglia che innova nel lavoro promossa da ARTI Puglia.
Vincitrice della visual identity per Italian Design On Tour ‘04, ho seguito l’allestimento della prima tappa al Chelsea Art Museum di New York. Dal 2012 è co-founder, direttore creativo e marketing, foodographer di Cucina Mancina, la prima food community per chi mangia differente (best food startup 2014 per Next, La Repubblica delle Idee, StartupItalia! e ReFood di 3040).
Cosa consiglierebbe ai giovani pugliesi che vogliono iniziare a fare impresa?
«Credo sia fondamentale esplorare e non spegnere mai la propria curiosità e la voglia di sognare. Ma è altrettanto importante tornare nella propria terra, interpretando attraverso la lente delle nuove visioni acquisite un nuovo modo di fare e di far crescere se stessi e la propria terra, con le radici salde nel terreno, le mani in pasta e gli occhi sempre oltre l’orizzonte.

 

Gli ingredienti più importanti per dare forma concreta ai propri sogni sono la combinazione di forza di volontà e folle visionarietà».

Lorenza è consapevole del lavoro che cambia rispetto al passato e con senso ottimistico e critico invoca come aspettativa inutile “attendere che qualcuno ci regali il lavoro”.
Flavia Giordano dichiara di essere «appassionata di letteratura e arte, laureata in Archeologia, messi da parte piccone, paletta e testi antichi, ho seguito un MBA in turismo culturale e così è iniziato il mio percorso professionale nel campo della gestione di progetti europei e internazionali in campo agroalimentare, turistico e culturale.

Fondamentale è stata per me l’esperienza con Coldiretti con la quale ho dato avvio alla prima rete delle masserie didattiche di Puglia e ho iniziato a lavorare con le aziende agricole del territorio. Con Coldiretti ho pubblicato il mio primo libro A lezione con Ciccio Pagliuzza , un quaderno interattivo (condito da racconti, giochi, disegni, enigmistica) per le scuole, il cui scopo era quello si spiegare ai più piccoli che il cibo che mangiamo non viene dagli scaffali ma dalla terra. Quelle aziende sono confluite nell’albo regionale delle masserie didattiche.
Ho lavorato per la promozione turistica ed enogastronomica della Puglia sia con il COTUP (Consorzio degli Operatori Turistici Pugliesi) sia fondando l’associazione CIME (Culture e identità Mediterranee), un contenitore culturale con il quale mi sono occupata di itinerari culturali ed enogastronomici in Puglia, lezioni di italiano e di cucina per stranieri.
Ho inoltre lavorato con le startup occupandomi di formazione, politiche giovanili e di Laboratori dal basso per la Regione Puglia.
Tutte queste esperienze sono confluite naturalmente in Cucina Mancina e hanno costituito gli ingredienti base – in termini di saper fare e contatti – per la nascita e lo sviluppo della società».
Cosa consiglierebbe ai giovani pugliesi che vogliono iniziare a fare impresa?
«Di non rimanere troppo ancorati alla propria formazione, di aprirsi alle sperimentazioni, di inventare, di cimentarsi con la creazione di qualcosa di nuovo, lasciandosi ispirare dai grandi cambiamenti che stiamo vivendo.
Il mercato – in termini di prodotti e servizi – è più che mai fertile e pronto alle sperimentazioni.
Partire da un’associazione e poi evolvere verso l’impresa è stato importante per me, perché ho potuto sperimentare la nascita di un nuovo soggetto (confrontandomi con la gestione, l’amministrazione e la progettazione) prima di fare il passo più grande.

 

L’altro consiglio che mi sento di dare è quello di viaggiare, raccogliere stimoli, ispirazioni e reinterpretarli, per creare qualcosa di unico e nuovo, con i piedi ben saldi su un business plan che funzioni, ovviamente».


Le due startupper, tra le altre cose, sono autrici di due ricettari: Eat Different (Gribaudo, 2013) e La Puglia che mangia differente, una raccolta di ricette tradizionali pugliesi rivisitate pe il palato di chi mangia differente, promossa da Unione Camere Puglia.

 

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.