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Come “spremere” uno stand e ottenere il massimo dall’evento fieristico

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Partecipare a una fiera, per un’azienda, si rivela sempre un evento immancabile tale da pianificare il proprio stand mesi e mesi prima. Un argomento che coinvolge da vicino soprattutto per la presenza della storica campionaria del Levante. Ma se l’era di internet ha modificato le relazioni personali, perché i rapporti commerciali dovrebbero essere esenti da questo mutamento epocale?

Come “spremere” uno stand e ottenere il massimo dall’evento fieristico. I consigli dell’esperto

Cosa c’è dietro la partecipazione a un evento fieristico? E la preparazione siamo sicuri che così come concepita finora sia valida ancora oggi? Quali sono gli errori da evitare?

 

È così che Letizia Anna Signorile, architetto e imprenditrice barese spiega nel suo libro Come “spremere” uno stand (AV Editoria) un manuale destinato a imprenditori neofiti ma anche ai più arditi frequentatori degli eventi fieristici per aiutarli a scardinare le vecchie conoscenze consolidate e ripartire col piede giusto per trarre benefici dalla presenza della propria impresa a una fiera di settore.

 

L’imprenditrice pugliese racconta a PugliaNext come da una formazione da architetto in senso classico, abbia dato una sterzata alla professione in senso più attuale grazie all’approccio al marketing che le ha permesso di comprendere che «chi aveva un’attività, un’impresa, non aveva solo bisogno che il locale fosse esteticamente bello ma che avesse una componente di marketing, che andasse oltre quell’estetica e avesse una finalità di business».

 


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Il marketing che risulta una materia così distante e confusa viene spiegata step-by-step nel manuale introduttivo Questionario di autoconsapevolezza, un vademecum per affacciarsi al marketing per i professionisti e chiarire i dubbi.

 

Due libri, il Questionario di autoconsapevolezza e Come “spremere” uno stand (AV Editoria) la cui lettura segue, col primo volume, un approccio di preparazione e quasi un percorso obbligato per aiutare il lettore a capire cosa ne sa sul marketing e successivamente con il secondo volume come operare concretamente prima di partecipare a una fiera evitando gli errori comuni.

 

Questionario di autoconsapevolezza di Letizia Anna Signorile

Questionario di autoconsapevolezza di Letizia Anna Signorile

Come “spremere” uno stand di Letizia Anna Signorile

Domanda: Perché due libri? Questionario di autoconsapevolezza e Come “spremere” uno stand?

«La scelta di due libri nasce dopo aver parlato con molti imprenditori su questi temi. Ovvero si parla di marketing e marketing fieristico, ma in realtà non si sa di preciso cosa sia. C’è molta confusione su questi temi. Molti, purtroppo, lo confondono con la pubblicità e la comunicazione.

Confondono quelli che sono gli strumenti con le strategie e anche le dinamiche che gravitano sul mondo fieristico: la filiera degli allestimenti e come prepararsi.

Il Questionario di autoconsapevolezza deve essere letto per prima del manuale Come “spremere” uno stand perché serve “per preparare il terreno” a determinati concetti che sono funzionali.

Questi libri sono destinati agli imprenditori già preparati all’ambiente fieristico, ma anche a chi è alle prime armi, chi deve iniziare col piede giusto che è sempre il modo migliore per cominciare.

Il libro lavora cercando di rompere quelle credenze per instillare un nuovo metodo corretto».

 

D: Cosa vuol dire “Spremere uno stand”

«Gli stand fieristici vengono visti nelle loro funzionalità il giorno in cui apre la fiera, ovvero qualcosa che ha inizio quando inizia la fiera e che finisce quando termina l’evento.

Eppure lo stand prevede un’attività da fare prima, durante e anche dopo. Una situazione complessa.

 

Spremere in modo “succoso” vuol dire tirar fuori tutte le potenzialità dello stand. Per far questo occorre mettere in campo le strategie che io nei libri spiego.

 

L’ambito fieristico è una grande opportunità, è un grande business. È molto cambiato negli ultimi anni ovviamente con l’avvento di internet, quindi bisogna essere in grado di sfruttare a pieno questo strumento. Ecco, io nel libro cerco di trasmettere queste abilità di utilizzo».

«In fiera non si va solo per vendere. Si partecipa alle fiere per lanciare una linea, testare il gradimento di un prodotto, riprendere i rapporti con i vecchi clienti o cercare nuovi distributori o clienti, tutto in base alle esigenze che ha l’azienda. Quello che io faccio è capire a monte quali sono gli obiettivi che l’azienda ha e vuole raggiungere. Capire che tipo di fiera sarebbe ideale per raggiungere quell’obiettivo e quale strategia mettere in atto per arrivare a quell’obiettivo. Strategie di gestione del cliente che ricade nel marketing diretto in modalità online e offline che vengono prese e calibrate sullo stand».

 

D: Donna, imprenditrice e architetto. Quanto è difficile conciliare le cose?

«E anche mamma di due bambini» continua con orgoglio. «Questo passaggio epocale ha messo in crisi dei modi di lavorare collaudati da decenni, quindi fare l’architetto di interni ora non funziona più come prima. Sono cambiate tante dinamiche. L’impresa più grossa non è stata di “reinventarsi” ma disporre in modo nuovo le proprie competenze in base ai bisogni emergenti che stanno nascendo. Con un occhio a quello che succede fuori al mercato che cambia, specializzarsi ed essere flessibili.

Non avrei mai pensato nella mia vita di studiare il marketing, la comunicazione, perché lo vedevo distante da quella che era la mia attività, ma, invece, è tutto collegato.

 

Molte difficoltà, tante soddisfazioni, ma sempre disponibile al cambiamento.

Ecco è importante anche imparare l’arte della delega. Riuscire a circondarsi di professionisti che sposano il progetto, l’idea, il metodo e da portare aventi in modo autonomo. Quindi rendersi utili ma non indispensabili all’azienda stessa».

 

D: Occorre trovare le persone giuste…

«Persone giuste in termini di atteggiamento, poi tutto si può imparare, essere disposti al cambiamento, rimettersi in gioco, rivedere tutte le cose che credevamo immutate.

È questa la difficoltà, cambiare velocemente».

 

 

 

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.