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Antonio Daloiso: dal laboratorio di famiglia a campione del mondo di pasticceria

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Antonio Daloiso, pugliese originario di Barletta, ha solo 28 anni ma è il più giovane tra i maestri associati dell’ AMPI (Accademia Maestri Pasticceri Italiani) e vincitore del programma televisivo di Raidue Il Più Grande Pasticcere.
Grazie alla vittoria del cooking show, pubblica una raccolta di ricette in un libro, edito da RAI ERI, «rivolto principalmente a un pubblico di amatori e non di professionisti. Le ricette sono comunque semplici, rappresentano quella che è la base della pasticceria».

 

Antonio Daloiso: un sogno realizzato

Affascinato dall’arte della pasticceria, sin dall’età di 14 anni decide di affiancare il padre nel laboratorio di famiglia non negando che «nascendo e crescendo in pasticceria è chiaro esserne influenzati». Ma la voglia di crescere e di scoprire il mondo lo spingono a «uscire (dalla sua città, ndr) e fare esperienza fuori sottoponendosi a un giudizio esterno».
Ed è l’esperienza che segna la carriera del giovane Antonio, prima accanto al padre e poi presso la scuola di formazione Arte Dolce (di Rimini) con Mario Morri, «uno degli uomini e degli insegnanti più bravi che abbia conosciuto. Oltre a lui sono numerosi i maestri e i guru che ho seguito nel mio percorso». Ma ritorna in Puglia e dedica il suo lavoro alla sua città, dapprima con la Pasticceria Daloiso e poi con il Bistrò Daloiso, rinomato per degustazioni al tavolo in un luogo accogliente e familiare.

 

Come si diventa pasticcere?

Il Campione Mondiale Juniores al SIGEP 2011 racconta che

«per iniziare il lavoro del pasticcere serve metterci innanzitutto tanta passione, comprendere che inizialmente è dura e i risultati arrivano dopo un po’, oltre a questo serve tanto ma tanto impegno»

– e continua – «richiede tanta passione e sacrificio, non è un lavoro che si impara andando a scuola ma vivendolo, ciò che fa la differenza è infatti proprio l’esperienza».

 

L’arte della pasticceria: un lavoro manuale

Antonio Daloiso a lavoro

D. Se ripensa al suo percorso professionale, ha mai pensato che lavoro avrebbe fatto se non fosse diventato maestro pasticcere?

R. «Solitamente non baso le mie considerazioni sui se o sui ma, sicuramente credo che avrei fatto comunque un lavoro manuale ma non saprei dire quale esattamente». L’arte della pasticceria fonda la tecnica e l’esecuzione nella manualità e nella precisione che la rendono, poi come l’artigianalità italiana, riconoscibile il tutto il mondo.

 

Errori da evitare nella pasticceria

Il maestro consiglia la precisione del lavoro manuale ai giovani pasticceri. Lavorando lo zucchero si ustiona gravemente una mano, ma l’incidente non frena le sue capacità e ammonisce che «quello del pasticcere, essendo un lavoro manuale prevede anche l’uso di macchinari pericolosi, perciò bisogna fare molta attenzione, -raccomanda, tra gli errori da evitare nella pasticceria- una delle cose fondamentali da evitare è lasciare spazio alla distrazione».

 

SIGEP 2016: i sacrifici ripagano sempre

Si è concluso a gennaio il SIGEP 2016 (il Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria e Panificazione Artigianali). Nel 2011 partecipa al SIGEP e diventa Campione Mondiale Juniores. Un successo dietro l’altro per Antonio Daloiso che commenta con soddisfazione «quest’anno sono stato chiamato nella giuria tecnica di un altro campionato mondiale portato sempre a casa dall’Italia, tutto questo è la conferma che i grandi sacrifici ripagano sempre».

Giornalista e docente di visual e content marketing per le imprese e nei corsi professionali. Si occupa di comunicazione web, graphic design e copywriting.