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Premio ARCo al Politecnico di Bari per il restauro di Craco

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Premiati il Politecnico di Bari e la tesi di laurea di sei neoarchitetti al Premio ARCO (Associazione per il Recupero del Costruito) per il progetto di restauro del borgo medievale di Craco in provincia di Matera.  Dopo alcuni episodi franosi sul finire del 1800, quello più disastrato che coinvolse anche il borgo nel 1963. Ne ha passati di guai il piccolo comune di 2mila anime anche dopo con l’alluvione del ’72 e il terremoto dell’80 riducendolo, da quasi quarant’anni, a una vera e propria città fantasma e l’esodo totale degli abitanti a Peschiera.

 

Craco da borgo fantasma a set cinematografico

Questo non ha ostacolato la nascita di una curiosità e di un clima suggestivo, diventando così il borgo meta di turisti e di set cinematografici sin dal lontano 1964 con  con “Il Vangelo secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini, “Cristo si è fermato a Eboli” di Francesco Rosi del ’79 fino a “La passione di Cristo” con Mel Gibson nel 2004.

Craco si colloca all’interno dell’istituendo Parco dei Calanchi della Basilicata, tra Montalbano Ionico, Pisticci, che ha come obiettivi la valorizzazione degli aspetti paesaggistici, dell’agricoltura e della zootecnia praticate con metodi tradizionali, al fine di promuovere lo sviluppo e la commercializzazione dei prodotti tipici del territorio.

Premio ARCo al Politecnico di Bari per il progetto di rivalorizzazione

Il Premio ARCo al Politecnico di Bari e alla Facoltà di Architettura è stato assegnato allo studio dei neoarchitetti del Politecnico nasce dalla considerazione che le criticità del borgo ruderizzato che potevano essere trasformate e utilizzate come punto di ridefinizione dell’area e rivalorizzazione degli aspetti identitari.

Il progetto studio degli architetti baresi presentato al concorso ARCo 2015 è finalizzato alla promozione di attività di ricerca sui temi della difesa del suolo e del recupero edilizio in aree franose, di fare di Craco il cuore del Parco dei Calanchi, all’interno di una rete a scala regionale, realizzare un Parco Museale Scenografico dei Ruderi e rendere il borgo un luogo di produzione artistica e culturale rendendo il luogo accessibile ai turisti mediante strutture ricettive adeguate.

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