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Organizzazione del lavoro: Cosa dovremmo imparare dal metodo McDonald’s

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McDonald’s è uno dei marchi fast food più conosciuti al mondo di cui amanti e detrattori ne hanno scritto tesi e libri per analizzare quel sistema tayloristico-fordistico immerso in una realtà come quella della ristorazione veloce.

Ora, c’è chi adora “l’esperienza” McDonald e chi ne declama invece gli errori, ma se ci focalizziamo solo sul metodo e sull’organizzazione del lavoro potremmo capire cosa ha reso il metodo McDonald’s uno dei sistemi infallibili e imitati.

Organizzazione del lavoro: Cosa dovremmo imparare dal metodo McDonald’s

La formula McDonald’s può riassumersi in QSP&V: Qualità, Servizio, Pulizia e Value (valore ai clienti), ovvero “cibo buono a buon prezzo”.

La maggior parte dei lavoratori (17500 dipendenti in tutta Italia, fonte: sito McDonald Italia) che iniziano da McDonald sono giovani ragazzi anche alla loro prima esperienza di lavoro, quindi manodopera non specializzata.
Qualcuno proviene dall’Università alla ricerca di indipendenza economica, altri lasciano gli studi assorbiti dal sistema di lavoro, altri invece restano per il tempo necessario e poi vanno via proseguendo altrove le esperienze lavorative, mentre poi ci sono anche coloro che riescono a fare anche carriera all’interno dell’azienda.
Tutto il lavoro è scandito dai tempi e massimi turnover dei dipendenti che sono organizzati in mansioni interne di manager, hostess e crew (operatori) in base alle mansioni di operatività e responsabilità che svolgono.
Qualcuno aveva parlato di spersonalizzazione del lavoro, altri di perfetto ingranaggio di un sistema che corre in velocità e non deve subire intoppi.
Laddove apre un McDonald’s crescono posti di lavoro, ma si abbassa anche la richiesta di personale da sala specializzato.
Gli operatori svolgono mansioni di cassa, cucina e di controllo della pulizia del locale. In effetti i clienti si servono, per la maggior parte delle volte, da soli. Dopo aver pagato in cassa raggiungono il tavolo libero con un vassoio che svuotano, dopo aver consumato il pasto, in un bidone prima di andar via, riducendo in tal modo l’occupazione del personale di sala. Il cliente rientra nel sistema McDonald.
McDonald’s nasce come un “ristorante” dedicato a chi viaggiava e doveva sostare per mangiare un boccone e ripartire. Lo spirito “fast food” è rimasto negli anni. Siete mai rimasti in un ristorante lo stesso tempo che avete impiegato in un fast food?


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Il sistema di organizzazione del lavoro da McDonald riesce a inserire e a educare il cliente allo stesso metodo McDonalds: mangiano velocemente seppure nessuno abbia mai detto che quel posto a sedere deve liberarsi, e a “svuotare” il proprio vassoio prima di andar via, lasciando libero e pulito il posto che cederanno ad altri.
Il tempo è prezioso e abbiamo visto come anche il cliente diventi parte di questa filiera organizzata, fino a quando non riaprirà la porta per uscire e si sarà reso conto di aver cenato o pranzato in meno di 15 minuti.

Analisi dell’organizzazione del lavoro del metodo McDonalds

Tutti gli operatori lavorano in tempi scanditi. La frittura, la cottura, il controllo dei servizi igienici, il servizio, tutto è scandito da un timer che regolarizza le normali attività e mansioni. Mansioni che non si incontrano mai. Gli operatori hanno tutti una funzione specifica e nessuno deve intralciare la “postazione” di lavoro dell’altro per non mandare in tilt un sistema che è stato collaudato e già testato in una solida catena di montaggio del panino. Dalla base alla “corona”, alle quantità di insalata e salsa, al diametro del medaglione di carne (volutamente più grande della base del panino) tutti i pezzi sono poi montati in catena di montaggio prima di raggiungere il cliente.
Il tempo e l’organizzazione del lavoro e delle mansioni senza ingerenze permettono di gestire con più facilità un problema o i normali tempi di l’esecuzione facendo scivolare la produzione verso quantitativi maggiori rispetto a quelli che si possono ottenere in un sistema di ristorazione tradizionale.
Altro fattore importante è la formazione che è determinante per il mantenimento nel tempo di un’attività in franchising come per tutte le altre.

Gli operatori sono preparati da giornate di formazione: studiano il funzionamento e le mansioni che a rotazione andranno a ricoprire. Per essere sicuri che gli operatori della ristorazione veloce sono preparati da schede illustrate e personale manageriale che potrà effettuare le verifiche di osservazione delle procedure aziendali.
La formazione continua è importante per non far perdere di vista a chi lavora la “mission” aziendale e che “gli ingranaggi di questo meccanismo di precisione” funziono tutti a dovere.


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Nel metodo McDonalds sono racchiusi la mission, la vision e la value

Nella squadra di lavoro l’obiettivo diventa crescere, e si può crescere comunicando con chi, dal primo all’ultimo, fa parte del board. Per questo gli operatori, manager e store manager sono costantemente informati dai vertici aziendali e comunicano tra loro attraverso comunicazioni e sondaggi di opinione.
Cosa ha reso il metodo McDonald un sistema di lavoro emulato e oggetto di studio in tutto il mondo? Abbiamo visto gli aspetti fondamentali come la comunicazione interna del team e di questo con i vertici, l’organizzazione scientifica delle mansioni, il turnover e l’ordine della gestione anche della produzione (che deve avere un margine di errore minimo).
Ma non è tutto. Come abbiamo visto, assume un ruolo importante la formazione continua e la verifica delle conoscenze del personale, l’educazione del cliente al sistema McDonalds: dal 1937 con il primo ristorante dei fratelli Maurice e Richard McDonald ad oggi continua a stupire ma resta sempre valida la formula del QSP&V che lo hanno reso uno dei brand più noti della ristorazione veloce.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.