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Muretti a secco, Per l’Unesco sono un patrimonio per l’umanità

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L’Arte dei muretti a secco per l’UNESCO è entrata nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità.

E per la Coldiretti è “un giusto riconoscimento a una tradizione che in Italia unisce da nord a sud la Valtellina e la Costiera amalfitana, Pantelleria con le Cinque terre e in Puglia il Salento e la Valle d’Itria, realizzata e conservata nel tempo grazie al lavoro di generazioni di agricoltori impegnati nella lotta al dissesto idrogeologico provocato da frane, alluvioni o valanghe”.

“I muretti a secco – sottolinea la Coldiretti – svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle frane, delle inondazioni e delle valanghe e nella lotta all’erosione e alla desertificazione della terra, aumentando la biodiversità e creando condizioni microclimatiche adeguate per l’agricoltura in un rapporto armonioso tra uomo e natura”.

Muretti a secco, Per l’Unesco sono un patrimonio per l’umanità

I muretti a secco venivano alzati per definire i limiti delle proprietà di terreno, come la pajara salentina come antica abitazione rurale, sono oggi l’eredità di una civiltà contadina pugliese che racconta la tradizione e la vita semplice di una generazione antica.

 


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Vera e propria architettura sostenibile quella dei muretti a secco e delle pajare pugliesi che potrebbe ridestare l’interesse dei giovani, per la tradizione contadina per il vivere sano e in modo equilibrato.

Così Gianni Bozzi, imprenditore pugliese specializzato nell’edilizia sostenibile, raccontava a PugliaNext come queste costruzioni “povere” potessero diventare un business innovativo per sfruttare le risorse a nostra disposizione.

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