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Franchising a costo zero, conviene?

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Ricorderete il boom delle aperture dei negozi in franchising di sigarette elettroniche, un investimento low cost per un franchising a costo zero (o quasi). Low cost o costo zero non sempre è un sinonimo di buon affare perché a fronte di una spesa, ci sono dei servizi, prodotti, formazione e acquisizione di un knwo how consolidato. In un’intervista Luigi Labriola, esperto di retail marketing, ammoniva sui rischi di scelte errate e come valutare il miglior franchising anche secondo le proprie inclinazioni.

Franchising a costo zero, conviene?

Secondo un’indagine del Salone Franchising Milano il 13 % dei potenziali franchisee viene dal sud Italia. Il 29% sarebbero donne contro il 71% degli uomini.

Tra i settori trainanti e che riscuotono notevole interesse ci sono il Fashion e il Food. Quindi torna l’interesse per quei settori che esprimono l’italianità.
Con questo interesse cresce anche l’attenzione alla tutela dei potenziali imprenditori interessanti alla formula franchising, che seppur erediti una forma e un metodo consolidato dal franchisor, è buona regola sempre affidarsi a un commercialista che saprà valutare tutto quel che serve per la partita iva ma anche stabilire un rapporto di sicurezza col cliente aspirante imprenditore che deve essere tutelato nell’investimento e deve poter scegliere il franchising di successo, quello con la miglior offerta e questo non sempre vuol dire che sia un franchising a costo zero

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista, si occupa di web, graphic design e copywriting.