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Disintermediazione digitale, il 43% italiani si informa sui social

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Siamo nell’epoca della disintermediazione digitale, in quella del web democratico e del citizen journalism, dove anche chi non è un professionista può fare informazione e caricare contenuti su piattaforme o collaborare. Ma ciò che emerge dal 12esimo rapporto Censis sulla comunicazione e informazione (marzo 2015) lascia un dato importante: il 43,7% degli italiani si informa tramite Facebook.

Ma, la disintermediazione digitale prevede anche l’uso autonomo del web per trovare informazioni su aziende e servizi, acquistare, telefonare, cercare lavoro, guardare film e da poco anche prenotare visite mediche online.

Tra le prime cinque fonti di informazioni,

  1. i telegiornali (utilizzati dal 76,5% per informarsi),
  2. i giornali radio (52%),
  3. i motori di ricerca su internet come Google (51,4%),
  4. le tv all news (50,9%)
  5. Facebook (43,7%)

Cambiano le percentuali per i più giovani che usano Facebook soprattutto per trovare informazioni, come una sorta di all-in-one, dai video virali, ai post di amici, a quelli condivisi da altre fonti.

  1. Facebook (71,1%),
  2. Google (68,7%)
  3. i telegiornali (68,5%),
  4. YouTube (53,6%)
  5. giornali radio (48,8%) e app per smartphone (46,8%)

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Disintermediazione digitale: Cosa cercano gli italiani su internet?

Su internet si trova davvero di tutto, dalle domande strampalate e divertenti che gli utenti farebbero ai motori di ricerca alla ricerca di informazione autonoma e personalizzata.

 

 


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Sempre secondo il 12esimo rapporto del Censis, sul web gli utenti cercano:

  1. strade e località (60,4%).
  2. informazioni su aziende, prodotti, servizi (56%).
  3. home banking (46,2%)
  4. attività ludica come l’ascolto della musica (43,9%, che diventa il 69,9% nel caso dei più giovani).
  5. fare acquisti online ormai per il 43,5% ovvero 15 milioni di italiani.
  6. guardare film (25,9%, percentuale che si impenna al 46% tra i più giovani),
  7. cercare lavoro (18,4%),
  8. telefonare tramite Skype o altri servizi voip (16,2%)
  9. sbrigare pratiche con uffici pubblici online è limitata al 17,1% degli utenti.

 

Cresce l’uso degli strumenti per la disintermediazione digitale, seppur aumentando il gap tra giovani e anziani, e gli italiani mostrano di cercare informazioni e relazionarsi anche con servizi e aziende direttamente, evitando l’intermediazione di altre parti.

Se da un lato cresce l’alfabetizzazione digitale, cresce al contempo l’uso corretto del web?

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