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Io sono cultura 2018: 255 miliardi grazie alla cultura

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L’Italia ha nella cultura uno dei suoi punti di forza. Secondo un’indagine condotta dalla rivista US News insieme all’Università della Pennsylvania, l’Italia è il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale.

Io sono cultura 2018: 255 miliardi grazie alla cultura

Un primato conquisto dall’Italia non solo grazie alla cultura del passato, ma anche dalla proposta attuale del legame indissolubile che cultura, design e qualità Made in Italy la caratterizzano da sempre.

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo creato da imprese, no profit e PA genera 92 miliardi di euro, mettendo in moto anche altri settori dell’economia, per un totale di 255,5 miliardi di euro.

 

È quanto emerge dal Rapporto “Io sono cultura 2018– l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere che in collaborazione con la Regione Marche da otto anni si dedicano al rapporto Io sono cultura .

 

Il primo settore a goderne i benefici del Sistema Produttivo Culturale è proprio quello del Turismo. Basti pensare che il 6,1% degli occupati è impegnato nel settore culturale (1,5 milioni di occupati)
Io sono cultura racconta una produzione attiva nel senso classico del termine come i musei, le gallerie, i festival. Ma anche la letteratura, il cinema, le performing arts e le industrie creative. Senza dimenticare il Made in Italy, quindi il design, l’architettura e la comunicazione: le industrie creative che veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia, come già detto, dal turismo all’enogastronomia, alla manifattura.

 

Il Made in Italy è il terzo marchio più conosciuto a livello mondiale

Ed è anche grazie a questi prodotti “culturali” se il Made in Italy è oggi, secondo KPMG (una delle quattro più grandi società di revisione aziendale al mondo), il terzo marchio più conosciuto a livello mondiale, dopo Coca Cola e Visa. Il sistema del design italiano gode di un vantaggio competitivo legato ad un sistema di formazione (dall’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica alle Università), diffuso sul territorio con eccellenze come il Politecnico di Milano che si è classificato quest’anno quinto nella top 10 mondiale del QS World University Rankings by Subject nell’area Design, prima tra le università pubbliche. Come prima è l’Italia per numero di imprese in Europa: 29mila le imprese di design, più delle 26mila tedesche e francesi, delle oltre 21mila inglesi, delle 5mila spagnole. Delle 179.000 imprese europee una su sei parla italiano.
Il nostro Paese, inoltre, ha sviluppato competenze in tema di restauro e tecnologie, per quanto riguarda i nuovi materiali, il monitoraggio ambientale e lo sviluppo di innovativi sistemi di pulitura, grazie anche alle nano e biotecnologie.

Io sono cultura 2018: Il rapporto rivela un consolidamento dalle vecchie maestranze alle digitalizzate

Anche alla luce del fatto del restauro dei beni culturali nei territori dell’Appennino colpiti dal terremoto che vedrà l’aiuto dell’8 per mille destinato dallo Stato ai beni culturali, che per 10 anni sarà totalmente dedicato alle aree colpite dal terremoto. Non può che diventare una grande occasione per valorizzare esperienze e competenze (basti citare l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro oppure l’Opificio delle pietre dure) di nuove imprese, tecnologie e nuove professionalità.
La forte digitalizzazione sta mutando le forme di fruizione del patrimonio e anche di moltissimi prodotti audiovisivi, a vantaggio dello smartphone. In parallelo, per il mondo musicale, continua a crescere l’esperienza live grazie agli smartphone.
In un settore ad alto contenuto tecnologico come quello dei videogame, l’Italia ha recuperato dei ritardi grazie a una nuova consapevolezza e maturità artistica, dimostrando come le maestranze tecniche e narrative si siano consolidate anche in Italia.

 

E se è stato anche l’anno del “Codice dello spettacolo” di sostegno dello Stato e degli enti territoriali. Dell’estensione dell’Art Bonus a tutto lo spettacolo dal vivo e il consolidamento del tax credit per il settore della musica, quest’anno il MiBACT ha reso pubblico il primo Piano strategico di sviluppo della fotografia, affermando la centralità del ruolo del mezzo nel patrimonio culturale nazionale.
Così Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola e Ivan Lo Bello, Presidente Unioncamere parlano di un’Italia che

“deve valorizzare i propri talenti, le proprie energie migliori e il proprio peculiare modello di sviluppo: che è fatto di competitività e di bellezza, di produzione di ricchezza e sostenibilità, di coesione sociale e di innovazione e tecnologia”.

 

Per chi aveva pensato che “non si vive di cultura”, evidentemente non aveva considerato l’influenza che la creatività e le arti potessero avere su altri settori trainanti dell’economia.

 

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