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Cosa sono gli orti urbani? L’esempio di Ostuni

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Gli orti urbani sono appezzamenti di terreno situati in città che intendono recuperare le aree isolate e avvicinare la filiera del produttore e consumatore in un rapporto più vicino. Gli orti urbani nascono dal progetto nazionale di Italianostra.org e ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), protocollo d’intessa alla quale hanno aderito anche Coldiretti e la Fondazione di Campagna Amica, per recuperare il paesaggio e il terreno inteso come un vero e proprio “parco culturale” per tramandare il sapere di come “va coltivato” un orto con la possibilità di vendere anche i prodotti ricavati dalla coltivazioni a prezzi economici. Assumono carattere di ‘orti sociali’ se fungono, non solo come elemento di riqualificazione di un verde pubblico, ma anche come promotore di relazioni sociali di ogni età, trasformando i cittadini in attori del miglioramento urbano.

 

Orti urbani: l’esempio di Ostuni de I Giardini della Grata

L’obiettivo è di recuperare la manualità della coltivazione contadina, nutrirsi con cibi di stagione e coltivati in loco e soprattutto avvicinare le persone stimolando la socialità. Dapprima il progetto degli orti urbani era stato pensato per le persone in condizioni di disagio come gli anziani soli, successivamente hanno riscontrato l’interesse anche di giovani che hanno iniziato a partecipare attivamente.

Anche Ostuni, ha un orto urbano, “I Giardini della Grata”, gestito dalla cooperativa Bio Solequo che, dopo aver deciso di bonificare un terreno dopo anni di abbandono e mettendo a coltura diverse varietà ortofrutticole, ottiene anche la certificazione biologica ICEA.

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Tra gli orti urbani in Puglia, quello di Ostuni ha visto realizzare diversi progetti ecosolidali, visite guidate e laboratori didattici, teatrali ma soprattutto il recupero delle varietà di ortaggi antiche e della loro biodiversità. Di qui anche le collaborazioni con l’Università di Bari, il CNR di Bari, le Università di Foggia e di Lecce, il Parco Naturale Regionale “Costa Otranto-Leuca e Bosco di Tricase” nell’ambito del progetto della “biodiversità pugliese” in accordo con Biodiverso per tutelare il patrimonio delle agro biodiversità della Puglia con la consapevolezza che la tutela delle risorse genetiche è essenziale come territorio di qualità.

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