single.php

NEXT

Come rimediare agli errori sul lavoro: lo stabilisce la scienza

di  | 

Si può rimediare agli errori sul lavoro, anche se questi potrebbero costare il posto?

Come rimediare agli errori sul lavoro: lo stabilisce la scienza

Imparare a gestire i problemi a lavoro può condurci verso due strade: diventare dei leader positivi o imparare dagli errori e superare la negatività a lavoro.

Ridurre l’ansia a lavoro con l’esercizio

Una ricerca dell’Università di Princeton pubblicata sul Journal of Neuroscience pone la sua attenzione sull’attività fisica che da un lato creerebbe interessanti azioni stimolanti sull’attività cerebrale e dall’altro stimolerebbe la gestione e l’inibizione dell’ansia.

 

L’ottimismo aiuta gli errori sul lavoro

Tutti sbagliano e hanno quelle giornate”no”, ma mentre per alcuni appaiono un vero incubo, per altri forse è solo una questione risolvibile e passeggera.

Una ricerca dello psicologo Martin Seligman definisce che l’ottimismo fa la differenza anche nella gestione degli errori sul lavoro.

Alcuni soggetti presi in esame che mostravano di affrontare gli sbagli sul luogo di lavoro con frasi come “posso migliorare”, “forse non sto usando l’approccio corretto”, rispetto a quelle del tipo “sono un disastro” o “sarà un fallimento” stimolerebbero il team di lavoro a operare secondo modalità di lavoro a esclusione, come quelle utilizzate dai medici per fare diagnosi, ovvero escludono quella malattia che non corrisponde ai sintomi. Nella stessa modalità per qualsiasi lavoro, se un’azione non genera risultati positivi forse sarebbe il caso di adoperare altre soluzioni più efficaci.

 

Riflettere sugli errori aiuta a non commetterne altri

Tutta l’esistenza degli uomini è permeata dal continuo sperimentare. Ogni piccola o grande azione che produce delle conseguenze lascia un’eredità all’uomo, come si inseriscono gli studi di Karl Popper, per evitare o ripetere le medesime azioni in occasione di tali risultati. È, in maniera semplice, quel meccanismo che ci permette di comprendere che avvicinando la mano sulla fiamma potremmo bruciarci e dopo averlo provato e sperimentato, non lo si dimentica più. Da un punto di vista evolutivo e antropologico, questo background è utilissimo per la crescita dell’individuo, e rapportandolo al lavoro, se imparassimo ad esaminare gli errori senza pregiudizi, potremmo imparare davvero molto per non ricommettere gli stessi o trovare una soluzione adeguata.

 

Queste ricerche scientifiche sembrano rispecchiare l’atteggiamento di uno degli sportivi del secolo scorso. Definito anche come “lo sportivo del ‘900”, di Muhammad Ali ne ricordiamo una sua frase che riassume bene quel che è stato:

 

Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre”.

Rivista settimanale online di business e marketing. Raccontiamo le storie e le interviste di chi ce l'ha fatta, curiosità e consigli pratici per iniziare e migliorare la tua attività professionale