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Ausili per ipovedenti, la tecnologia wearable di Horus per migliorare la vita quotidiana

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La tecnologia wearable (indossabile) e la realtà aumentata per creare ausili per ipovedenti e non vedenti. Non è fantascienza ma l’ultimo device Horus Technology della startup Horus che ha sapientemente integrato tecnologie mutuate dalla robotica, dall’industria sanitaria per migliorare la vita quotidiana delle persone non vedenti e ipovedenti. L’azienda ha annunciato il lancio del programma aperto a singoli utenti ma anche a organizzazioni per l’accesso anticipato al device Horus.

Con questo tra i più tecnologici ausili per ipovedenti si potranno fare quelle piccole cose indispensabili per la vita quotidiana come la lettura di testi, il rilevamento degli ostacoli, il riconoscimento facciale e degli oggetti.

Per candidarsi al programma di accesso anticipato, basterà visitare la pagina web e compilare un breve questionario.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, al mondo ci sono circa 285 milioni di persone ipovedenti. Il dispositivo in questione è in grado di effettuare una scansione e un’analisi degli ambienti per trasformare le informazioni visive in messaggi verbali.

Il dispositivo, che si può indossare come una cuffia, utilizza un processore NVIDIA Tegra K1 che consente di usufruire di computer vision, deep learning (sistema simile a quello che usa ad esempio Facebook per il riconoscimento del volto per il suggerimento del tag) e sensori che catturano, analizzano e descrivono le immagini provenienti da due videocamere. Le cuffie non utilizzano il canale uditivo ma la conduzione ossea rendendo utilizzabile lo strumento anche in ambienti rumorosi. La batteria e la GPU sono grandi quanto uno smartphone.

Ausili per ipovedenti e non vedenti Horus

Ausili per ipovedenti e non vedenti Horus Technology

L’azienda ha inoltre annunciato che cambierà nome in Eyra Ltd, per meglio riflettere le sue ambizioni e l’ampio raggio di applicazione della sua tecnologia, mentre il suo primo prodotto manterrà il nome di Horus.

Eyra è alla ricerca di volontari che siano interessati a testare il dispositivo di ausilio per gli ipovedenti e non vedenti all’interno del programma di accesso anticipato con l’obiettivo di permettere agli utenti di fornire all’azienda feedback sulla loro esperienza col prodotto e attraverso i loro contributi, apportare ulteriori miglioramenti ad Horus prima del suo lancio ufficiale sul mercato italiano, atteso per la prima metà del 2017.

“Volevamo fare in modo che anche il programma di accesso anticipato rispecchiasse lo spirito che ci ha da sempre accompagnato durante lo sviluppo del prodotto, ovvero l’idea che la co-creazione sia un principio fondamentale. Per dare vita ad una tecnologia veramente rivoluzionaria, riteniamo necessario collaborare con le persone che utilizzeranno ogni giorno il nostro prodotto, ha dichiarato Saverio Murgia, CEO e co-fondatore di Eyra. Vedere soddisfazione ed entusiasmo sui volti delle persone che provano Horus per la prima volta ci fa capire quanta differenza possiamo fare nelle loro vite ed alimenta la nostra passione per il progetto Horus”.

Dopo aver compilato il questionario si verrà messi in lista di attesa e i candidati ritenuti idonei saranno ricontattati da Eyra. In Italia i test sono già partiti, con il supporto dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e dell’associazione RP Liguria, mentre per i paesi anglofoni le candidature per il programma di accesso anticipato verranno valutate solamente tra qualche mese. Le lingue attualmente supportate da Horus includono Inglese, Italiano e Giapponese.

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