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Trovare lavoro senza conoscenze, si può?

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È difficile trovare lavoro senza conoscenze? Questa antica usanza che ha aiutato molti, in passato, a inserirsi nel mondo del lavoro utilizzando la famosa “spintarella”, non vuole mai passare di moda?

Nella ricerca di lavoro continua a dominare l’uso del canale informale: rivolgersi a parenti, amici e conoscenti rimane la pratica largamente prevalente, seppure in lieve diminuizione (83,4%, -0,9 punti); seguono l’invio di curriculum (69,3%, +0,3 punti) e la ricerca tramite internet (56,4%, +0,6 punti), azioni più frequenti al Nord, tra i giovani e tra i laureati. (fonte: rapp. III trimestre 2016 Istat)

Ci sono ancora tanti nostalgici convinti che senza raccomandazione non si lavora. Non nascondiamo la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi. Si, se hai “certe conoscenze” puoi magari accelerare la tua scalata verso il successo, ma se non sono richieste competenze in particolare perché altrimenti puoi definirti “kaputt” comunque, laddove devi dimostrare di saper svolgere un determinato compito più tecnico.

Trovare lavoro senza conoscenze, si può?

Difficile eradicare questa “cattiva abitudine” dalla mentalità diffusa che magari puoi pure trovare un lavoro senza laurea (per intenderci, senza aver investito nella tua formazione professionale) “basta conoscere qualcuno che ti da una mano”. Ma per favore, diciamo le cose come stanno: finché ci saranno persone a tentare queste scorciatoie tutto resterà fermo e molti continueranno ad alzarsi al mattino con la convinzione che “tutto mi va storto” solo perché non conosco Tizio o Caio o non sono “figlio di”.
A meno che non vogliamo veder fallire un’azienda, di certo non possiamo dare fiducia a chi non ha le competenze necessarie per ricoprire quel ruolo.

È ancora lecito dire “senza raccomandazione non si lavora” nell’era della disruptive innovation?

“La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà!”
Era uno slogan anarchico di fine ‘800, i più buontemponi la ricorderanno come la headline di una famosa parodia horror.

Sarà la democrazia del web a seppellire i raccomandati, e darà più spazio alle persone capaci.

Il web eclisserà questi “inciuci” perché certe dinamiche o le conosci oppure no, o studi e investi nella tua formazione e crescita professionale oppure sei tagliato dalla maggior parte dei lavori del futuro.
Ma non si finisce mai di studiare? Aspetta, fammici pensare… No! Le dinamiche del lavoro sono cambiate, la concorrenza è sempre più ardua e non possiamo permetterci di rimanere con la convinzione che le cose apprese fino ad oggi saranno valide anche tra qualche anno. Il web è in perenne mutamento e attualmente le competenze minime per qualsiasi lavoro nell’era di internet.

Oggi un libero professionista può cercare clienti, farsi conoscere e trovare la sua audience tramite i canali web come blog e social. Può aprire un canale youtube, una fanpage, postare con regolarità contenuti che riguardano il suo settore di riferimento e cercare di farsi conoscere per le sue competenze senza perdere la speranza pur non avendo alcun tipo di “conoscenza tra i piani alti”.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.