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Perché leggere libri può aiutare a migliorare la propria attività professionale?

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Alla domanda “perché leggere libri può aiutare a migliorare la propria attività professionale?”, la risposta è sotto i nostri occhi, infatti sono molti quegli imprenditori di successo leggono davvero parecchi libri. Da Mark Zuckerberg a Elon Musk, potremmo definirli divoratori di libri, leggono qualsiasi cosa, perché la lettura arricchisce le proprie conoscenze. Soprattutto se si spazia con i generi letterari e gli argomenti. Che si tratti di leggere un romanzo fantasy, un libro sull’intelligenza artificiale o un trattato di storia, l’importante è variare gli interessi.

 

Secondo la lista degli 11 libri da leggere secondo Elon Musk pubblicata da Business Insider Nordic, si potrebbe iniziare a valutare di leggere qualsiasi cosa che possa offrire uno spunto di riflessione da applicare nella vita pratica.

 

Leggere un libro non è come leggere i post sui social. Se leggere stimola il pensiero critico, leggere dei post sui social che rientrano nelle selezionate feed dei nostri interessi social, non ci condurrà alla formulazione di un’opinione scevra da condizionamenti.

Quindi dedichiamoci sì ai social, ma non rimpiazziamo un buon vecchio libro dallo scroll del display e riprendiamo delle buone vecchie abitudini di lettura ritagliandoci dello spazio per dedicarci a un arricchimento professionale e personale.

 

Perché leggere può aiutare a migliorare la propria attività professionale?

Per conoscere il proprio settore, occorre conoscere tutti i micromondi che gravitano attorno ad esso. Ogni leader sa che conoscere il proprio cliente, l’ambiente in cui vive, le esigenze sono la vera chiave del successo nel lavoro.

Non è importante leggere solo i best seller ma anche gli autori minori, insomma qualsiasi cosa che possa stimolare l’attività cognitiva.

 


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Leggere i libri contrasta le malattie

Leggere contrasta il processo di invecchiamento, così come potremmo pensarlo per l’attività fisica che salvaguarda il tono muscolare.

C’è chi trascorre diverse ore della settimana in palestra e chi si dedica a una passeggiata quotidiana. Lo stesso vale per la lettura. E se fino a qualche decennio fa l’antagonista dei libri era la televisione, l’attenzione pare che si sia spostata sui social media.

 

A confermarlo anche uno studio di un team scientifico dell’Università di Yale secondo cui ci sarebbe una riduzione del 20% del rischio di mortalità per i lettori di libri a vantaggio dei non lettori.

 

Leggere ci fa diventare degli esperti

“Gli esami non finiscono mai” eppure anche dopo il termine degli studi accademici o scolastici non dovremmo dimenticare che qualsiasi settore non è esente da una formazione continua. Per questo dovremmo continuare a leggere argomenti inerenti al nostro settore e immergerci totalmente nell’apprendimento per mantenere le nostre competenze ad un livello di alta qualità.


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“Non ho tempo per leggere”. Quante volte ci inventiamo questa scusa per lamentarci del poco tempo a disposizione per leggere un libro? È sono un problema di organizzazione del tempo, e saper gestire il proprio tempo libero è importante tanto quanto una corretta gestione d’impresa.

 

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.