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Creare un brand in un futuro senza lavoro: Come investire su se stessi

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Quando si pensa al brand si immaginano grandi aziende, multinazionali da una parte e dall’altra i lavoratori. Stiamo assistendo al cambiamento delle mansioni, degli orari di lavoro sempre più flessibili che ci lasciano presagire un futuro senza lavoro se immaginiamo ad esempio un negozio senza commessi.

Creare un brand in un futuro senza lavoro

Ma il brand è solo per i grandi marchi? Assolutamente no! Che tu sia un artigiano o un addetto alle risorse umane o abbia un piccolo negozio di ortaggi in un paese di provincia, il brand potrebbe salvarti in un futuro senza lavoro.

Puntare all’autoimprenditorialità non vuole essere solo un inno alla partita iva, è una speranza per un libero professionista, per chi ha impegnato parecchi anni della propria gioventù a costruirsi un ruolo nella società, una mansione, delle competenze professionali per restare a galla e tentare di non lasciarsi sopraffare dal futuro di una società in continua evoluzione.

 

Non basta “svendere”, abbassare i prezzi, fare tutto a costi accessibili. La battaglia del prezzo non paga. Quello che conta è la qualità e le persone lo sentono, percepiscono il valore che trasmettiamo se stiamo fornendo loro delle informazioni utili che possono educarli, dargli certezze e risolvere i problemi.


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Non basta più il curriculum: Investire su se stessi è l’unica certezza

Quando si parla di branding o di personal branding in effetti si va a tentoni su un aspetto ancora poco conosciuto in Italia ovvero l’importanza di investire nel marketing e nella costruzione di una “personalità” forte tanto da essere riconoscibile.

Il curriculum è importante, come lo è la nostra presenza sui social, ma non basta più elencare le cose sappiamo fare, ma comunicare alle persone in che modo lavoriamo e istruire, portare un valore nella vita degli altri.

Questo non significa “dare consigli gratis” ma dire ciò che è possibile dire senza “farsi fregare l’idea” da qualche furbone ma erudire i clienti, renderli consapevoli, aumentare le loro conoscenze per stimolare la curiosità e creare un “effetto colla” che ci permetterà di guadagnarci la fiducia.

Oltre a costruire un curriculum di tutto rispetto, dobbiamo dimostrare l’esperienza nel saper fare quello che annunciamo. Per questo una delle cose su cui dovremmo investire per il nostro lavoro è sicuramente la nostra formazione, che costa sudore e fatica ma alla lunga verrà ripagata.

Per fare un esempio concreto immaginiamo un addetto alle vendite.

Non basta essere la migliore commessa del centro, ma diventare la miglior venditrice che sa aiutare i clienti a scegliere a orientarsi negli acquisti, rendersi riconoscibile e dare sicurezza.

I clienti torneranno, potremmo metterci in proprio, essere freelance, ma ne varrà davvero la pena spendere del tempo per la costruzione di un brand o del proprio personal branding.

Potremmo dire che un’azienda aperta 20-30 anni fa sia la stessa oggi? Quanti lavori resistono al tempo ancora oggi? Quanti lavori sono nati solo negli ultimi 10 anni con la quarta rivoluzione industriale?

I consumi cambiano assieme alle aziende che richiederanno sempre più competenze, sempre più flessibilità, partnership e collaborazioni con diverse figure professionali.
Potrebbe essere l’unica certezza in una società che cambia continuamente.

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.