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Cosa serve sapere per diventare un giornalista digital?

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Tutti gli appassionati di giornalismo o coloro che vogliono iniziare a lavorare come blogger si saranno fatti la classica domanda “cosa devo sapere, cosa devo imparare per diventare un giornalista digital?”

 

È più che legittimo saperlo e spesso è facile avere le idee confuse con tutte le informazioni che circolano in rete. Anche la BBC prevede il futuro del giornalismo digitale. Ma questa parola “digitale” significa, in realtà, che sono coinvolti nella formazione continua del giornalista tutti gli strumenti che fanno riferimento al web.

 

La formazione digital non si sostituisce a quella deontologica, che sarà discussa in altre sedi, ma si stravolgono i “tool” che un web journalist dovrebbe conoscere per essere autonomo nello svolgimento del proprio lavoro da casa o in redazione.

 

Cosa serve sapere per diventare un giornalista digital?

Quello che occorre è comprendere che ciò che si impara del web è in perenne mutamento e dobbiamo essere pronti a cogliere la sfida per non restare indietro. Il web journalist cambia il suo modo di scrivere per rientrare in alcune metriche SEO e web, conosce la modalità corretta dell’impaginazione, sa adattare un’immagine alle uscite di pubblicazione, ma più di ogni altra cosa: il giornalista online sa come scrivere per il web e per il mobile.

 

“Saper scrivere per il web” implica la conoscenza della SEO (o del SEO on page) tecniche di impaginazione per il web (desktop e mobile) lunghezza dei testi, ricerca di parole chiave e monitoraggio social.

 

Cosa deve conoscere chi vuole diventare un web journalist

Ora ammettiamo che tutte queste cose che hai letto in elenco non ti sembrino utili e che per te si discostino dal “giornalismo tradizionale”, cerchiamo di capire, invece, perché è importante conoscere questi strumenti:


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#1 SEO

Sentirai sicuramente dire in giro che “la SEO rovina la naturalezza della stesura degli articoli e che il vero lavoro del giornalista è quello di fare informazione e raccontare la verità.

 

È assolutamente indispensabile raccontare la verità e fare informazione corretta per essere un bravo giornalista, ma non siamo altrettanto sicuri sulle polemiche del SEO copy. Prova a pensare: per scrivere si utilizza un programma di video scrittura. Immagineresti di fare il giornalista e far scrivere un altro al posto tuo? Sarebbe davvero tuo quel lavoro se un altro iniziasse a impaginare o posizionare il tuo articolo? E chi lo monitorerebbe? Sempre un’altra persona?

 

Soprattutto nelle piccole redazioni, il giornalista deve saper pubblicare il suo pezzo in autonomia: dal concepimento alla messa online.

 

#2 Scrivere per il web/Impaginare per il web

Hai provato a leggere alcuni articoli online? Al di là del talento della scrittura sono davvero ostici da leggere perché sembrano un flusso di pensieri. Mantenere lo sguardo sui caratteri mentre “scrolli” la pagina ti inizia a diventare, dopo i primi 50 secondi, davvero pesante fino a che non abbandonerai la pagina o deciderai di leggera dal pc o magari continuerai solo perché l’autore del pezzo è stato bravo a catturare la tua attenzione. In molti casi, comunque, comprenderai che non basta essere un vero talento della scrittura, ma servono anche altre caratteristiche che non fanno riferimento a qualche dote innata ma a tanto studio ed esercizio.

Essere un talento è auspicabile certamente e questo aspetto contribuisce alla creazione dello stile personale dell’autore, ma se hai talento e non lo sai usare per farti leggere dai tuoi lettori questo equivale a nulla e allora il tuo talento lo leggeranno solo gli amici e parenti. E il tuo pubblico non sono le persone che ti conoscono, ma quelli che non ti conoscono e che trovano nel tuo articolo le informazioni che cercano.

 

Come si confeziona la notizia per il web?

Sono importanti le conoscenze che abbiamo elencato (SEO, scrittura per il web e impaginazione e verifica sui device) ma adesso per completare serve saper monitorare gli articoli per due motivi:

  • se l’articolo pubblicato sta avendo un buon numero di visualizzazioni
  • comprendere le metriche e i dati di lettura sulla pagina articolo

A cosa servono queste cose?

  • a capire dove abbiamo sbagliato e migliorare se i lettori non leggono il nostro articolo
  • comprendere le dinamiche del traffico utenti e profilare il lettore

Perché vogliamo scoprire queste metriche?

Perché vogliamo migliorare l’esperienza e offrire l’informazione completa ai nostri lettori.

 

Ad esempio: se hai pubblicato un articolo che usava troppe parole per il titolo, non hai chiarito l’intento sin da subito, o hai pubblicato un contenuto che non rispecchia il tuo lettore (ad esempio per età, posizione geografica) hai buone probabilità che perderai lettori.

 

Chiaramente le metriche sono importanti ma non bisogna diventarne ossessionati o peggio ancora, scrivere per le metriche, il giornalista scrive per le persone che leggono e vogliono trovare informazioni. Trovare informazioni significa che il protagonista è il lettore che non legge una scaletta di informazioni preparata da qualcun latro (menabò) ma cerca lui quello che gli interessa.

 


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#Monitoraggio social

La community è un luogo in cui lettori, appassionati e avventori si ritrovano per commentare una notizia, esprimere un parere o chiedere informazioni. Spesso le pagine di molte testate sono lasciate in balia dei commenti e delle reazioni da cui, se non sono monitorati, scaturiscono spesso flame e hate speech. A volte molte testate rendono note le modalità di partecipazione alla community della fanpage invitando i lettori a esprimere il proprio parere nel rispetto degli altri senza fomentare odio, ma non vengono spesso presi in parola!

Cosa fare? La community è un luogo “caldo” va tenuto d’occhio e nel caso in cui qualcuno non rispetti il linguaggio appropriato deve essere accompagnato alla porta. Si possono cancellare i commenti, solo in caso di utenti che esprimono il falso o recidivi allora si deve intervenire con il ban.

La testata è responsabile anche dei commenti dei lettori e anche a tramite i social network si può compiere il reato di diffamazione a mezzo stampa, perché i social vengono intesi come uno spazio editoriale (una sorta di enorme blog, per intenderci) a maggior ragione che si tratti della pagina fan di un giornale!

 

Se pensi che tutte queste cose siano da un professionista del digital più che da un giornalista che scrive per il web, bene, sappi che sono i programmi di aggiornamento di molti giornalisti stranieri (come per l’esempio della BBC fatto prima).

 

Puoi continuare a ignorare e trovare scusa per qualcosa che gli altri utilizzano già come pane quotidiano?

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.