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Conoscere il territorio partendo dal cibo, Foody il nuovo modo di mangiare locale

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Se viaggiate per lavoro o per svago vi sarete sicuramente chiesti “dove poter mangiare i piatti tipici locali”? Per i turisti e per chi vuole trasformare il proprio viaggio in un’esperienza unica vivendola con le persone del posto, arriva Foody il primo community marketplace dedicato ai viaggiatori che vogliono mangiare locale e in modo semplice e innovativo.
Foody è la nuova piattaforma che mette in contatto i viaggiatori con chi locale lo è davvero, per poter vivere esperienze turistico enogastronomiche 100% locali ovunque vadano.

Abbiamo intervistato Elena Bisio co-founder insieme a Michele Arleo, dopo un passato come web designer per Banzai Media, con cui ogni giorno costruisce la community di Foody.

 

Conoscere il territorio partendo dal cibo con Foody: “Eat local with locals”

«Per conoscere davvero l’anima di una città si parte sempre dal cibo e dalla tavola.
Stiamo partendo dal Veneto, regione in cui il team si trova accelerato all’interno di H-Farm, e in particolare da Venezia, meta che ogni anno attira milioni di turisti. Qui abbiamo già avuto modo di organizzare una serie di esperienze Foody che hanno avuto molto successo: dalla cena a casa della nostra Alexandra, al tour per gli orti di Venezia con degustazione dei prodotti, alla Cicchetti Making Class con le nostre Daniela e Cecilia, giusto per citarne alcuni.

Testare è stato ed è davvero fondamentale e utile, aiuta a capire subito quali sono i lati positivi e negativi, cosa bisogna migliorare e implementare e per ricevere i feedback dalle persone che vi stanno prendendo parte.

Foody experience

Foody experience

Partiamo dall’Italia e dal posizionamento nelle principali regioni di rilevanza turistica per poi poterci aprire ai mercati esteri. In tutto questo, per esempio, la figura del ‘Foody Ambassador’, ovvero una persona posizionata regione per regione che ci aiuterà nel reclutamento non solo di host locali ma anche di potenziali clienti nella regione di sua competenza».

Domanda. Si parla sempre più di sharing economy, che riscontro state avendo dalla community? Quanti iscritti ci sono ad oggi e da che regioni?

«La sharing economy è un grande fenomeno sicuramente economico ma altrettanto sociale che va a sottolineare come le persone oggi sempre di più abbiamo bisogno di condividere, socializzare, conoscere, approfondire in modo alternativo rispetto al passato.

Siamo partiti ad ottobre 2015 e ad oggi abbiamo 300 local host in tutta italia mentre da un mese e mezzo abbiamo iniziato anche ad occuparci della customer acquisition e abbiamo ricevuto l’iscrizione di ben 200 viaggiatori.
Lato traveler il riscontro è molto positivo tanto che molte persone ci chiedono se siamo già posizionati in tutta Italia ma se ci possono trovare anche all’estero».

 

Piatti tipici locali italiani: “non solo pizza, pasta e mandolino”

A breve partiranno due esperienze d’eccezione con Foody, ovvero: la Pesto Making Class nelle Cinque terre e la Cicchetti Making Class. Due eventi in cui non solo si potrà mangiare ma soprattutto fare, mettere le mani in pasta e imparare e le persone avranno la possibilità di imparare a fare il pesto come si faceva una volta con il mortaio di marmo, scegliere il basilico da utilizzare, rigorosamente a foglie piccole, e gustarlo con un bel piatto di trofie.

La Cicchetti Making Class fa riferimento, invece ai cicchetti, tipicità veneziana, simili alle tapas spagnole.
«Due format che abbiamo l’intento di replicare in ogni regione – spiega Elena-  per permettere ai più di scoprire le tipicità delle stesse senza dover cadere nel solito slogan per cui siamo conosciuti all’estero: “pizza, pasta e mandolino”».

 

Qual è l’elemento differenziante di Foody rispetto alle altre piattaforme di social eating?

«A differenza delle altre piattaforme di social eating, per noi l’elemento fondamentale non è la socialità, mangiare a casa di qualcuno, ma il cibo deve avere assolutamente un legame con il territorio.

Foody = Travel + Food + Experience. Partiamo da questo tipo di esperienza perché in modo molto veloce e semplice ci sta aiutando a farci conoscere e ad acquisire utenti.

Ma se parliamo di turismo enogastronomico, anche conosciuto come Food Tourism, la vastità e la potenzialità di mercato e dell’offerta è davvero enorme. Sempre più persone infatti basano la scelta del proprio viaggio in base al cibo e sempre di più vi è la necessità di voler vivere esperienze culinarie nel luogo di destinazione. Non a caso secondo il World Tourism Organization il cibo è considerato l’ingrediente più importante della vacanza, elemento cruciale nella scelta della destinazione di viaggio, tale mercato internazionale annualmente vale $150B.

Il nostro target sono i viaggiatori, il turismo enogastronomico è il nostro mercato. I cuochi della nostra community sono tutte persone che per passione o professione amano il cibo e la cucina, competenti e preparate, che vengono da noi selezionateFoody è tutto questo!

Stiamo lavorando sullo sviluppo della piattaforma che metteremo online a breve, dove si potrà scegliere il luogo di destinazione, visionare i profili dei nostri local host, mettersi in contatto con loro, poter prenotare le relative esperienze in modo sicuro.

Nel frattempo stiamo continuando a raccogliere iscrizioni e siamo già in grado di poter organizzare esperienze basta che le persone si mettano in contatto con noi o visitare il nostro sito dove aspettiamo tutti i vostri lettori».

Direttore responsabile del Settimanale online PugliaNext. Giornalista pubblicista, si occupa di web, graphic design e copywriting.